(21ª FESTA del CINEMA di ROMA 2026)
Nakache e Toledano sono i maestri della Commedia. Di quella commedia à la française con un aroma dolce amaro e dotata di quel tocco di classe in più che la rende apprezzabile da ogni spettatore. Questa volta ci regalano un film fresco, piacevole ed intimista ispirato in parte alla loro adolescenza. Uno scorcio di vita, tensioni, primi amori e crescita di delicata autenticità. Una tenera evocazione, anzi una immersione negli anni ’80 francesi senza però mai scivolare nella nostalgia.
La ricetta vincente dei loro successi è stata giocare con un mix di situazioni divertenti e riferimenti al sociale, ai comportamenti ed ai valori morali. Quando se ne sono allontanati con Un Anno Difficile (2023) hanno rasentato l’insuccesso. Con Juste une Illusion il duo sembra voler rimettere le cose al loro posto. Ritornano al loro universo costruito sui legami familiari, l’amicizia, la tenerezza e la commedia e lo trasportano nel 1985. Una storia corale e familiare, emozioni quotidiane fuse con momenti buffi, un po’ di realtà. un racconto di formazione ed un tocco di nostalgia. Ben attenti però a non cadere nella trappola dell’era tutto meglio prima o ad idealizzare l’epoca.
Siamo nel 1985 nella periferia di Parigi, una famiglia francese di classe media rientrata dal Nord Africa vista con gli occhi del giovane Vincent. Tredici anni ed alle soglie dell’ingresso nel mondo adulto cerca di farsi spazio fra i genitori, il fratello maggiore ed i primi innamoramenti osservando la sua piccola realtà quotidiana e gli echi della Francia circostante. Un piccolo e seducente affresco dolce amaro sui temi del coming of age, sulle amicizie, i turbamenti e le gioie del vivere insieme e i valori della famiglia.
Un film corale del tutto privo di tempi morti e false note. I registi dominano i ritmi in un alternarsi di situazioni e di dialoghi e situazioni spiritose e frizzanti. I testi sono ovviamente cesellati al dettaglio, battute veloci e pungenti perfettamente inserite in una messa in scena precisa. Non manca nemmeno un sussulto di pura follia che aiuta però a rendere ancora più dolce l’intero racconto. Sostengono il film le buone prestazioni dei due genitori Camille Cottin e Louis Garrel la cui alchimia e reciproca complicità è palese. Con loro il giovanissimo Simon Boublil. Buoni come sempre i secondi ruoli.
Juste une Illusion pur non essendo alla stessa altezza dei precedenti successi dei due registi, ci sono infatti alcune approssimazioni culturali e difetti di sceneggiatura, resta pur sempre nel complesso un film molto piacevole. Un film che senza sdolcinature porta buon umore, fa divertire con garbo e fa venire voglia di vivere.
data di pubblicazione:18/10/2026






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