Rebekah e Chris insieme ai figli Tyler e Chloe si sono da poco trasferiti in una bellissima casa in una zona residenziale. Dopo essersi sistemati, la ragazza inizia a sentirsi osservata da una presenza invisibile che lei stessa attribuisce a Nadia, l’amica recentemente scomparsa. Superato il comprensibile scetticismo iniziale, anche gli altri membri della famiglia si accorgeranno ben presto che qualcosa di soprannaturale aleggia per le stanze…
Dopo Black Bag, di appena pochi mesi fa, arriva nelle sale italiane l’attesissimo Presence, già presentato in anteprima al Sundance Film Festival dello scorso anno. Soderbergh sperimenta per la prima volta in tutto, quindi non solo per la regia ma anche per la fotografia e il montaggio, il genere ghost, manipolandolo però sostanzialmente e creando un’idea cinematografica tutta sua. Sin dalla prima scena, nella casa ancora buia e disabitata, lo spettatore in soggettiva insieme alla “presenza” si trova ad aggirarsi per gli spazi in un ampio piano sequenza. Le inquadrature, volutamente distorte dall’uso continuo del grandangolare, diventano essenziali per avere una visione dell’insieme e cogliere ogni minimo dettaglio scenografico. Geniale poi l’uso di intervalli regolari a schermo nero, funzionali a far riprendere fiato su ciò che si è visto e creare la suspense per la scena successiva. La sceneggiatura, ancora una volta affidata a David Koepp, apparentemente risulta rarefatta per dare spazio agli interventi del soprannaturale ma di fatto affronta temi molto profondi che coinvolgono in varia misura i singoli personaggi. Alla base c’è ancora una volta il tema della crisi all’interno della famiglia e dei rapporti interpersonali rimasti irrisolti. Rebekah (Lucy Liu) è una donna in carriera che non riesce ancora ad inserirsi nelle proprie dinamiche familiari e concentra la propria attenzione solo verso Tyler (Eddy Maday), il figlio sbruffone al quale rivolge le proprie confidenze. Chris (Chris Sullivan), sia nella veste di marito che di padre, deve ancora risolvere i propri problemi personali e soprattutto liberarsi del rapporto devastante con la propria madre. Infine ritroviamo Chloe (Callina Liang) distrutta per la perdita dell’amica del cuore e lei stessa stupita, più che spaventata, dalla sua presenza spirituale. Ed è proprio questa presenza che in fondo è l’unico deus ex machina che interviene per il bene, per proteggere chi più ha bisogno e per punire la malvagità. Al di là delle riprese e del montaggio perfetto, Soderbergh con Presence ha creato un film che riesce a calibrare le singole componenti per coinvolgere lo spettatore in prima persona. Lui stesso diventa così protagonista della scena, sa dove e quando intervenire per evitare il peggio e riportare il giusto equilibrio. In ogni istante si percepisce l’originalità del regista, la sua capacità di creare un’esperienza cinematografica unica e imperdibile.
data di pubblicazione:28/07/2025
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