I Miti non muoiono mai! Di sicuro vivo è quello della Creatura nata dalla fantasia di Mary Shelley nel 1818. La Gyllenhaal rivisita il mito di Frankenstein e ne ripropone una sua visione.
Lo delocalizza nello Spazio e nel Tempo e pone al centro della storia una donna. La sposa che nel romanzo Frankenstein chiede insistentemente senza mai poterla ottenere. Una rilettura audace, gotica e contemporanea.
Afflitta dalla solitudine la Creatura si reca nell’America del 1936 segnata dalla Crisi e dalla criminalità. A Chicago incontra una scienziata perché gli crei una compagna. Riporteranno in vita una giovane assassinata dalla Mala. La sua Sposa!
Un’idea forte che dona voce e volto ad una suggestione dell’immaginario collettivo e crea un’insolita storia d’amore con un Frankenstein non più solo raccapricciante ma anche Essere consapevole. Interessante poi la premessa: una suggestiva Mary Shelley che dall’Aldilà racconta ciò che un secolo prima le era stato impedito dalle barriere culturali. Le vicende della Mother fucking Bride. Vale a dire il ruolo nella Società di una donna autonoma che è e vuole essere soggetto e non oggetto.
La nuova Creatura contro ogni aspettativa non è un essere passivo ed ha una sua personalità. La sua stessa vicenda amorosa vivrà fra violenza e ricerca di una propria identità. Una storia al femminile ma non femminista.
La regista contamina più stili e generi – il Muto, il Noir, i Musical, le Black Comedy, l’Horror – cita esplicitamente Frankenstein Junior, Bonnie & Clyde e anche Joker e cerca un proprio linguaggio. Il risultato è una Dissonanza che genera Armonia. Un caos esuberante, un eccesso affascinante, un turbinio di suoni e immagini. Intuizioni stilistiche eccentriche ma apprezzabili. Un lavoro sorprendente che, pur con imperfezioni, ha una sua indiscutibile potenza visiva e un suo ritmo. Esteticamente gioca fra realismo e artificio, tra mélo e gotico. L’uso dell’IMAX poi esalta la fotografia, i volti, le location e le coreografie.
Un’opera ambiziosa e un’occasione per due strepitosi interpreti. Jessie Buckley travolgente lascia ancora una volta senza parole per bravura e intensità. Christian Bale, tutto interiorità, rende umano il Mostro. Il casting di supporto è di gran prestigio.
La Sposa! è sulla carta tutto ciò che ci si potrebbe aspettare da un film hollywoodiano che vuole affrontare una vicenda con uno sguardo nuovo e autoriale e fare anche spettacolo di qualità. La sua realizzazione ha tutte le pecche di una storia contorta, di un universo cinematografico caotico e del suo voler essere tutto: esplicativa e sintetica. Però è anche un film vivo con momenti di grande genialità. Un film che farà molto discutere e non concederà vie di mezzo. Piacerà o non piacerà!
data di pubblicazione:06/03/2026
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A me il film è piaciuto.
L’ho trovato volutamente sopra le righe ma coinvolgente e divertente. L’aspetto visivo è di grande effetto con scenografie, trucchi, costumi e location interessanti, ricercate e originali.
Tante le buone idee, forse anche qualcuna di troppo, o meglio, non sfruttata fino in fondo come avrebbe meritato. Tutto ciò non nuoce comunque alla qualità dello spettacolo grazie soprattutto a un insieme di attori, oltre ovviamente ai due eccezionali protagonisti, uno più bravo e collaudato dell’altro.
Un Blockbuster autoriale che si rivolge ai gusti dei giovani, basta pensare alla singolare e buona colonna sonora.
Visto il film e letta la vostra recensione. Che dire? Conto fino a 3 e poi fino a 6 per fare decantare le impressioni.
Un film interessante ma debordante. L’ambientazione, la fotografia e l’idea sono buone. L’insieme visuale è intrigante e pieno di inventiva.
L’esecuzione però sconcerta. La fusione dei tanti generi non mi sembra perfetta. Come se il film fosse stretto fra grandi ambizioni e obiettivi commerciali di fare cassetta.
Occorrerà rifletterci sopra un pò di più e contare fino a 10.