con i detenuti del Teatro Libero di Rebibbia e con la partecipazione straordinaria di Alessandro Marverti
(Auditorium di Rebibbia Nuovo Complesso – Roma, 11 luglio 2025)
Josè da Silva è un operaio che, costretto dai ritmi implacabili di un lavoro sempre identico a sé stesso, non riesce a portare a casa il pane reclamato con insistenza dalla moglie e dai figli. Quando decide di tentare la via della ribellione e del riscatto, si trova a fare i conti con la vuota retorica dell’idealismo rivoluzionario, con gli stereotipi e l’ipocrisia della politica, con la morsa di un capitalismo in cui tutto, persino un angelo custode, ha un prezzo che Josè non può permettersi di pagare. Il pane di cui il protagonista va alla ricerca, allora, assume una consistenza metaforica, divenendo il simbolo di una dignità e di una solidarietà troppo spesso soffocati (anche) dai clamori della rivoluzione.
La rivoluzione alla sudamericana, ispirato all’opera omonima di Augusto Boal, è magistralmente diretto da Laura Andreini Salerno, che, insieme agli straordinari attori del Teatro Libero di Rebibbia, rapisce lo spettatore attraverso rapidi e inattesi cambi di scena, tenuti insieme da una perfetta armonia dei corpi e da un’ironia surreale dei dialoghi. Il risultato è una riflessione profonda sulla condizione dell’uomo contemporaneo, resa ancor più evocativa e potente dalla rappresentazione all’interno di un carcere, in un torrido pomeriggio di metà luglio.
Lo spettacolo è stato presentato venerdì 11 luglio 2025, in occasione della giornata di studio “Carcere e Cultura” a cura di Fabio Cavalli, nell’ambito del Master “Diritto Penitenziario e Costituzione” dell’Università degli Studi “Roma Tre”, diretto dai Professori Marco Ruotolo e Silvia Talini.
Il Progetto Teatro Libero di Rebibbia, in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Direzione della Casa Circondariale Roma Rebibbia Nuovo Complesso e con il sostegno del Ministero alla Cultura Direzione Generale Spettacolo dal Vivo e Regione Lazio, rappresenta un’eccellenza artistica e socio-culturale capace di accorciare la distanza tra “dentro” e “fuori” e di sintetizzare in maniera mirabile il connubio tra umanità delle pene e risocializzazione, chiaramente scolpito nell’art. 27, terzo comma della Costituzione italiana.
data di pubblicazione: 12/07/2025






Grazie per tutti gli spettacoli di grande livello che fate. Ogni volta è un’emozione grandissima stare là con voi.