(21ª FESTA del CINEMA di ROMA 2026)
C’è una costante che attraversa la filmografia di Paolo Genovese, un’ossessione quasi filosofica che continua a guidare il suo sguardo, quella verso gli equilibri precari delle relazioni umane. Se con Perfetti Sconosciuti il regista romano aveva trasformato la tecnologia nello specchio spietato dei nostri segreti, e con Follemente aveva dato forma scenica al caos interiore dell’innamoramento, ne Il Rumore delle Cose Nuove, opera che apre la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, sposta l’asse su una vertigine ancora più intima e quotidiana, la paura del cambiamento ed i segreti che scegliamo di non dire per paura delle conseguenze.
Ci sono vite che sembrano immobili, ordinate dentro una quotidianità che non è sinonimo di felicità, ma che almeno garantisce l’illusione della stabilità. Fino a quando qualcosa non interviene ad incrinarle. Non necessariamente una tragedia, talvolta basta anche una piccola verità taciuta o un gesto che arriva nel momento sbagliato. È in questa zona di quiete apparente, dove le crepe esistono prima di apparire visibili, che si muove il film.
Tratto dall’omonimo romanzo del regista, la pellicola intreccia le vicende di tre coppie che si muovono in una Milano lontana dall’immagine patinata della città, tra paure, frustrazioni e desideri inconfessati. Alba e Umberto (Emanuela Fanelli ed Edoardo Pesce), vivono una relazione attraversata dalla violenza, Andrea e Andreina (Stefano Accorsi e Vittoria Puccini) si confrontano col desiderio di diventare genitori, Ralph e Viola (Lino Musella e Claudia Pandolfi) cercano di tenere insieme aspirazioni mancate, difficoltà familiari e la sofferenza del figlio, vittima di bullismo. Tre universi distinti destinati ad entrare in collisione, nel consueto stile di Genovese.
Il film è ambizioso e sostenuto da un cast di grande qualità, ma convince più nelle intuizioni che nella tenuta complessiva dell’intreccio, dove non tutte le storie raggiungono la stessa intensità e molte soluzioni narrative, proprio per il gioco delle coincidenze, appaiono decisamente forzate, ai limiti dell’inverosimile. Ma ancora una volta, l’idea che ogni esistenza sia più complessa dell’immagine che offre agli altri, rimane bene impressa, ben oltre i titoli di coda.
data di pubblicazione:15/10/2026





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