DAVID DI DONATELLO 2023

DAVID DI DONATELLO 2023

I David di Donatello 2023 premiano le pellicole più rappresentative della scorsa stagione cinematografica, confermando molti dei pronostici, ma senza rinunciare a molte “prime volte”, alcune delle quali certamente non scontate.

Il David per il miglior film va alla “rivelazione” Le otto montagne Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersh che, dopo il successo a Cannes, trionfa anche in Italia. Il film italo-belga si aggiudica, poi, le statuette per la miglior sceneggiatura non originale, per la miglior fotografia e per il miglior suono.

Il miglior regista “si conferma” Marco Bellocchio, per Esterno notte, che regala anche il (prevedibile) premio per il miglior attore protagonista a Fabrizio Gifuni, per la sua interpretazione di Aldo Moro.

Una sorpresa rispetto ai pronostici, invece, è il premio per le migliori interpretazioni femminili. La miglior attrice protagonista è Barbara Ronchi per Settembre di Giulia Steigwalt, mentre il David per la migliore attrice non protagonista si lo aggiudica Emanuela Fanelli per Siccità di Paolo Virzì.

Un entusiasta Francesco di Leva si aggiudica invece la statuetta per la miglior interpretazione maschile da non protagonista in Nostalgia di Mario Martone.

La miglior regista esordiente è Giulia Steigwalt, per Settembre.

La miglior sceneggiatura originale è quella de La stranezza di Roberto Andò 

La cerimonia di premiazione, condotta da Carlo Conti e Matilde Gioli, è (forse troppo) essenziale e, a tratti, meramente didascalica.

Tra i momenti più significativi della serata deve certamente segnalarsi il David di Donatello alla carriera a Marina Cicogna, mentre il versante più “glamour” è segnato dal premio alla miglior canzone originale, vinto da Proiettili (per il film Ti mangio il cuore) e ritirato dalle due interpreti Elodie e Joan Thiele.

L’obiettivo fondamentale è quello di riportare il pubblico in sala, dopo la lunga pausa imposta dal Covid e le abitudini sociali che sembrano essersi modificate in maniera più radicale di quanto, forse, non si sia disposti ad ammettere. Non passano inosservate, quindi, le parole di Lucia Borgonzoni, sottosegretaria del Ministero della Cultura, la quale annuncia un investimento da parte del governo di 20 milioni di euro a sostegno del cinema, per effetto del quale tutti i film italiani ed europei potranno essere visti con un biglietto da 3,50 euro da metà giugno fino a metà settembre.

Tra i tanti ringraziamenti, più o meno “istituzionali”, che si sono succeduti sul palco dei David di Donatello 2023, le parole di Fabrizio Gifuni interpretano bene il sentimento del cinema, visto tanto dalla parte degli artisti quanto, forse, da quella del pubblico: ringrazio la mia lentezza, la mia fragilità, ringrazio il gioco, la fantasia, l’immaginazione che sono i grandi antidoti a questi tempi così aggressivi e molto decadenti.

Ecco, qui di seguito, tutte le candidature e i premi!

Miglior film

Miglior regia

  • Marco Bellocchio (Esterno Notte)
  • Gianni Amelio (Il Signore delle Formiche)
  • Roberto Andò (La Stranezza)
  • Felix Van Groeningen & Charlotte Vandermeersh (Le Otto Montagne)
  • Mario Martone (Nostalgia)

Miglior esordio alla regia

  • Carolina Cavalli (Amanda)
  • Jasmine Trinca (Marcel!)
  • Niccolò Falsetti (Margini)
  • Giulia Louise Steigerwalt (Settembre)
  • Vincenzo Pirrotta (Spaccaossa)

Miglior sceneggiatura originale

  • Astolfo (Gianni Di Gregorio, Marco Pettenello)
  • Chiara (Susanna Nicchiarelli)
  • Esterno Notte (Marco Bellocchio, Stefano Bises, Ludovica Rampoldi, Davide Serino)
  • Il Signore delle Formiche (Gianni Amelio, Edoardo Petti, Federico Fava)
  • L’Immensità (Emanuele Crialese, Francesca Manieri, Vittorio Moroni)
  • La Stranezza (Roberto Andò, Ugo Chiti, Massimo Gaudioso)

Miglior sceneggiatura non originale

  • Bentu (Salvatore Mereu)
  • Brado (Massimo Gaudioso, Kim Rossi Stuart)
  • Il Colibrì (Francesca Archibugi, Laura Paolucci, Francesco Piccolo)
  • Le Otto Montagne (Felix Van Groeningen, Charlotte Vandermeersh)
  • Nostalgia (Mario Martone, Ippolita Di Majo)

Miglior attrice protagonista

  • Benedetta Porcaroli – Amanda
  • Margherita Buy – Esterno notte
  • Penelope Cruz – L’immensità
  • Barbara Ronchi – Settembre
  • Claudia Pandolfi – Siccità

Miglior attore protagonista

  • Fabrizio Gifuni – Esterno notte
  • Luigi Lo Cascio – Il signore delle formiche
  • Ficarra e Picone – La stranezza
  • Alessandro Borghi – Le otto montagne
  • Luca Marinelli – Le otto montagne

Migliore attrice non protagonista

  • Giovanna Mezzogiorno – Amanda
  • Daniela Marra – Esterno notte
  • Giulia Andò – La stranezza
  • Aurora Quattrocchi – Nostalgia
  • Emanuela Fanelli – Siccità

Miglior attore non protagonista

  • Fausto Russo Alesi – Esterno notte
  • Toni Servillo – Esterno notte
  • Elio Germano – Il signore delle formiche
  • Filippo Timi – Le otto montagne
  • Francesco Di Leva – Nostalgia

Miglior produttore

  • Esterno Notte (Lorenzo Mieli, Simone Gattoni)
  • La Stranezza (Angelo Barbagallo, Attilio De Razza)
  • Le Otto Montagne (Wildside, Rufus, Menuetto, Pyramide Productions, Vision Distribution, Elastic, Canal+, Ciné+, Sky)
  • Nostalgia (Medusa Film, Maria Carolina Terzi, Luciano e Carlo Stella, Roberto Sessa, Angelo Laudisa)
  • Princess (Carla Altieri, Roberto De Paolis, Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri, Rai Cinema)

Miglior fotografia

  • Esterno notte – Francesco Di giacomo
  • I racconti della domenica, La storia di un uomo perbene –Giovanni Mammolotti
  • La stranezza – Maurizio Calvesi
  • Le otto montagne – Ruben Impens
  • Nostalgia – Paolo Carnera

Miglior compositore

  • Esterno notte – Fabio Massimo Capogrosso
  • Il pataffio – Stefano Bollani
  • La stranezza – Michele Braga, Emanuele Bossi
  • Le otto montagne – Daniel Norgren
  • Siccità – Franco Piersanti

Miglior canzone originale

  • Se mi vuoi – Diodato (Diabolik – Ginko all’attacco!)
  • Caro amore lontanissimo – Marco Mengoni (Il colibrì)
  • Culi culagni – Stefano Bollani (Il pataffio)
  • Margini – Niccolò Falsetti (La palude)
  • Proiettili – Elodie e Joan Thiele (Ti mangio il cuore)

Miglior scenografia

  • Giada Calabria, Loredana Raffi – La stranezza
  • Andrea Castorina, Marco Martucci, Laura Casalini – Esterno notte
  • Marta Maffucci, Carolina Ferrara – Il signore delle formiche
  • Massimiliano Nocente, Marcella Galeone – Le otto montagne
  • Tonino Zera, Maria Grazia Schirippa, Marco Bagnoli – L’ombra di Caravaggio

Migliori costumi

  • Maria Rita Barbera – La stranezza
  • Daria Calvelli – Esterno notte
  • Massimo Cantini Parrini – Chiara
  • Valentina Monticelli – Il signore delle formiche
  • Carlo Poggioli – L’ombra di Caravaggio

Miglior trucco

  • Paola Gattabrusi, Lorenzo Tamburini – Il colibrì
  • Enrico Iacoponi – Esterno notte
  • Federico Laurenti, Lorenzo Tamburini – Dante
  • Luigi Rocchetti – L’ombra di Caravaggio
  • Esmé Sciaroni – Il signore delle formiche

Miglior acconciatura

  • Desiree Corridoni – L’ombra di Caravaggio
  • Alberta Giuliani – Esterno notte
  • Samantha Mura – Il signore delle formiche
  • Rudy Sifari – La stranezza
  • Daniela Tartari – L’immensità

Miglior montaggio

  • Esmeralda Calabria – La stranezza
  • Francesca Calvelli con la collaborazione di Claudio Misantoni – Esterno notte
  • Nico Leunen – Le otto montagne
  • Simona Paggi – Il signore delle formiche
  • Jacopo Quadri – Nostalgia

Miglior suono

  • Gaetano Carito, Lilio Rosato, Nadia Paone – Esterno notte
  • Emanuele Cecere, Silvia Moraes, Giancarlo Rutigliano – Nostalgia
  • Emanuele Cicconi, Mimmo Granata, Alberto Bernardi – Il signore delle formiche
  • Carlo Missidenti, Marta Billingsley, Gianni Pallotto – La stranezza
  • Alessandro Palmerini, Alessandro Feletti, Marco Falloni – Le otto montagne

Migliori effetti visivi

  • Alessio Bertotti – Dampyr
  • Massimo Cipollina – Esterno notte
  • Marco Geracitano – Siccità
  • Rodolfo Migliari – Le otto montagne
  • Simone Silvestri, Vito Picchienna – Diabolik – Ginko all’attacco!

Miglior documentario

  • Il cerchio di Sophie Chiarello
  • In viaggio di Gianfranco Rosi
  • Kill Me If You Can di Alex Infascelli
  • La timidezza delle chiome di Valentina Bertani
  • Svegliami a mezzanotte di Francesco Patierno

Miglior film internazionale

  • Bones and All
  • Elvis
  • Licorice Pizza
  • The Fabelmans
  • Triangle of Sadness

David Giovani

  • Corro da te
  • Il colibrì
  • L’ombra di Caravaggio
  • La stranezza
  • Le otto montagne

THE GOOD MOTHERS di Julian Jarrold ed Elisa Amoruso, serie Disney+, 2023

THE GOOD MOTHERS di Julian Jarrold ed Elisa Amoruso, serie Disney+, 2023

Le storie di cinque donne si intrecciano sul palcoscenico della lotta tra Stato e ‘Ndrangheta, restituendo un affresco realistico e “non spettacolare” della criminalità organizzata e delle dinamiche che tengono in piedi un mondo parallelo basato sulla solidità delle relazioni familiari.

 La ‘Ndrangheta è un fenomeno criminale fondato sulla “famiglia”, che, intesa anzitutto come vincolo di sangue, enfatizza il concetto di “lealtà”, rendendo estremamente limitato, negli scorsi decenni, il fenomeno dei collaboratori di giustizia. Negli ultimi anni sembra che i dati stiano subendo una graduale inversione di tendenza, facendo registrare un progressivo aumento dei “pentiti di ‘Ndrangheta”.

The Good Mothers racconta, in maniera delicata, profonda e mai banale, uno dei talloni d’Achille della mafia calabrese. ‘Ndrangheta significa “famiglia”, a sua volta intesa come la cellula elementare di una società di chiaro stampo patriarcale, in cui le donne sono ridotte a mere esecutrici degli ordini del marito, del fratello o del cognato, sulla base di matrimoni ispirati da strategie di alleanze o, semplicemente, dall’esigenza di rendere inoffensiva, il prima possibile, una ragazza che pretenda di far valere la propria autonomia.

Anna Colace (Barbara Chichiarelli), sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, è convinta che proprio intercettando l’insoddisfazione e la rabbia delle donne che, in fondo, vogliono solo essere delle “buone madri”, si possa affondare il colpo decisivo al cuore di un’organizzazione criminale fortemente radicata nelle viscere del suo territorio.

La storia di Lea Garofalo (Micaela Ramazzotti), che ha scelto la strada della collaborazione con la giustizia, esponendo se stessa e sua figlia Denise Cosco (Gaia Girace) a una vita di fuga e di isolamento, dimostra chiaramente quanto dolorosa possa rivelarsi la “via della liberazione”, anche a causa di uno Stato che non sempre riesce a tutelare i suoi cittadini più vulnerabili.

La dottoressa Colace punta tutto su Giuseppina Pesce (una straordinaria Valentina Bellè): una donna che, sebbene più capace di tutti gli uomini della sua famiglia, si trova costretta a un ruolo gregario, nell’organizzazione e nella vita privata.

Anche il marito di Maria Concetta Cacciola (Simona Distefano), come quello di Giuseppina, è in carcere: sua moglie è costretta ad aspettarlo e a rispettarlo, subendo maltrattamenti dolorosi e umilianti da parte di una famiglia preoccupata solo di “salvare l’onore”.

Denise, raccogliendo il testimone scomodo e ingombrante di Lea Garofalo, sceglie di non rassegnarsi, seguendo quella via di speranza, di coraggio e di riscatto che, in un paese civile, non dovrebbe più rappresentare un atto di estremo e temerario eroismo.

The Good Mothers, basato dall’omonimo romanzo di Alex Perry, vince la prima edizione dei Berlinale Series Award. La scrittura, la regia, la fotografia e il cast compongono un mosaico convincente e coinvolgente, che, pur lontano dai toni “epici” di Gomorra e di Suburra, restituisce un affresco credibile di una criminalità spesso silenziosa, che fonda la propria pretesa invincibilità sull’indifferente accettazione di modelli socio-culturali tanto radicati quanto inaccettabili.

Dal 5 aprile 2023 The Good Mothers è disponibile, in sei episodi, su Disney+ e su Hulu per il mercato statunitense.

data di pubblicazione: 01/05/2023

MIA di Ivano De Matteo, 2023

MIA di Ivano De Matteo, 2023

Una giovane ragazza, un legame affettivo che si traduce in un controllo ossessivo e manipolatorio, l’impotenza di fronte a quella logica del possesso che conduce alla inevitabile distruzione della “propria” donna.

Mia (Greta Gasbarri) sta vivendo la sua adolescenza in modo straordinariamente normale: il liceo, la pallavolo, le feste con gli amici, uno spesso strato di rossetto sulle labbra, i balletti su Tik Tok. Suo padre Sergio (Edoardo Leo) e sua madre Valeria (Milena Mancini) osservano la loro bambina mentre diventa una donna, cercando di mantenere quella “distante vicinanza” che, a fatica, raggiunge il suo punto di equilibrio. Quando nella vita di Mia irrompe Marco (Riccardo Mandolini), la quiete già precaria, che il “capofamiglia” Sergio si sforza di preservare a tutti i costi, viene spazzata via da una tempesta tanto inattesa quanto furiosa. Marco ha già vent’anni, esibisce il fascino dell’esperienza e in poco tempo riesce a legare a sé Mia. Il suo, però, è solo un insano desiderio di possesso e di controllo, che finirà per trascinare Mia e la sua famiglia in un vortice distruttivo e asfissiante, fatto di annullamento, senso di colpa, rabbia e vergogna.

Come con Gli equilibristi e I nostri ragazzi, Ivano De Matteo porta in scena il cinema che si confronta con temi politico-sociali, raccontando una contemporaneità spesso distorta dai toni di certe narrazioni qualunquiste. Un tema importante, quello raccontato da Mia, anche se il film non risulta sempre all’altezza della sfida. La scrittura, a tratti forse frettolosa e ingenua, indulge a qualche stereotipo di troppo, restituendo l’impressione, specie nella prima parte del film, di restare spesso in superficie rispetto a dinamiche e a personaggi che avrebbero meritato di essere scandagliati in maniera meno prevedibile. Quell’aggettivo possessivo “Mia”, che campeggia nel titolo, sintetizza troppo efficacemente lo sviluppo del film, che quasi mai riesce a cogliere veramente di sorpresa lo spettatore.

Sebbene il finale ceda a una spettacolarizzazione non del tutto necessaria, è significativo che proprio in questo momento facciano la loro comparsa lo Stato, il codice penale e le sentenze pronunciate “in nome del popolo italiano”, ma non, questo è il punto, per “rendere giustizia” a Mia.

Resta da accogliere con favore la scelta del cinema italiano di confrontarsi con il fenomeno della violenza contro le donne, ricettacolo e amplificatore di quegli stereotipi di genere che solo un dibattito pubblico serio e consapevole può contribuire a lasciar emergere, alimentando la speranza, forse utopica, di una sfida che si riesca a vincere più sul piano culturale che su quello giuridico-penale.

Una “menzione di merito” va, infine, alla città di Roma, che, con la maestosità popolare di Trastevere e Testaccio, si trasforma nel teatro perfetto di una storia come tante altre, eppure da ogni altra differente.

data di pubblicazione: 18/04/2023


Scopri con un click il nostro voto:

OSCAR 2023

OSCAR 2023

Everything Everywhere All at Once, secondo molti pronostici, ma anche con qualche scetticismo, è l’autentico trionfatore della notte degli Oscar 2023. Il film di Daniel Kwan e Daniel Scheinert si aggiudica sette delle statuette più prestigiose: miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista (Michelle Yeoh), migliore attrice non protagonista (Jamie Lee Curtis), miglior attore non protagonista (Ke Huy Quan), miglior sceneggiatura non originale e miglior montaggio.

Nell’Olimpo dei premi più ambiti si ritaglia il suo posto Brendan Frase, per la sua commovente interpretazione in The Whale di Darren Aronofsky

La migliore sceneggiatura non originale è quella di Sarah Polley per Women Talking – Il diritto di scegliere.

Avatar – La via dell’acqua porta a casa i migliori effetti visivi.

Il miglior film d’animazione, invece, è Pinocchio di Guillermo del Toro.

Nessun risultato positivo per gli italiani in gara: Alice Rohrwacher, candidata con il cortometraggio Le pupille, e Aldo Signoretti, nella categoria del miglior trucco.

Qui di seguito la lista completa delle canditature e dei premi!

 

Miglior film

Everything Everywhere All at Once, regia di Daniel Kwan e Daniel Scheinert

Avatar – La via dell’acqua (Avatar: The Way of Water), regia di James Cameron

Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin), regia di Martin McDonagh

Elvis, regia di Baz Luhrmann

Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues), regia di Edward Berger

The Fabelmans, regia di Steven Spielberg

Tár, regia di Todd Field

Top Gun: Maverick, regia di Joseph Kosinski

Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund

Women Talking – Il diritto di scegliere (Women Talking), regia di Sarah Polley

 

Miglior regista

Daniel Kwan e Daniel Scheinert – Everything Everywhere All at Once

Martin McDonagh – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

Steven Spielberg – The Fabelmans

Todd Field – Tár

Ruben Östlund – Triangle of Sadness

 

Miglior attore protagonista

Brendan Fraser – The Whale

Austin Butler – Elvis

Colin Farrell – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

Paul Mescal – Aftersun

Bill Nighy – Living

 

Miglior attrice protagonista

Michelle Yeoh – Everything Everywhere All at Once

Cate Blanchett – Tár

Ana de Armas – Blonde

Andrea Riseborough – To Leslie

Michelle Williams – The Fabelmans

 

Miglior attore non protagonista[modifica | modifica wikitesto]

Ke Huy Quan – Everything Everywhere All at Once

Brendan Gleeson – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

Brian Tyree Henry – Causeway

Judd Hirsch – The Fabelmans

Barry Keoghan – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

 

Miglior attrice non protagonista

Jamie Lee Curtis – Everything Everywhere All at Once

Angela Bassett – Black Panther: Wakanda Forever

Hong Chau –  The Whale

Kerry Condon – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

Stephanie Hsu – Everything Everywhere All at Once

 

Migliore sceneggiatura originale

Daniel Kwan e Daniel Scheinert – Everything Everywhere All at Once

Martin McDonagh – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

Steven Spielberg e Tony Kushner – The Fabelmans

Todd Field – Tár

Ruben Östlund – Triangle of Sadness

 

Migliore sceneggiatura non originale

Sarah Polley – Women Talking – Il diritto di scegliere (Women Talking)

Edward Berger, Lesley Paterson e Ian Stokell – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)

Rian Johnson – Glass Onion – Knives Out (Glass Onion: A Knives Out Mystery)

Kazuo Ishiguro – Living

Ehren Kruger, Eric Warren Singer e Christopher McQuarrie – Top Gun: Maverick

 

Miglior film internazionale

Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues), regia di Edward Berger (Germania)

Argentina, 1985, regia di Santiago Mitre (Argentina)

Close, regia di Lukas Dhont (Belgio)

EO, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia)

The Quiet Girl, regia di Colm Bairéad (Irlanda)

 

Miglior film d’animazione

Pinocchio di Guillermo del Toro (Guillermo del Toro’s Pinocchio), regia di Guillermo del Toro e Mark Gustafson

Marcel the Shell (Marcel the Shell with Shoes On), regia di Dean Fleischer-Camp

Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio (Puss in Boots: The Last Wish), regia di Joel Crawford

Il mostro dei mari (The Sea Beast), regia di Chris Williams

Red (Turning Red), regia di Domee Shi

 

Miglior montaggio

Paul Rogers – Everything Everywhere All at Once

Mikkel E. G. Nielsen – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

Matt Villa e Jonathan Redmond – Elvis

Monika Willi – Tár

Eddie Hamilton – Top Gun: Maverick

Miglior scenografia

Christian M. Goldbeck ed Ernestine Hipper – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)

Dylan Cole, Ben Procter e Vanessa Cole – Avatar – La via dell’acqua (Avatar: The Way of Water)

Florencia Martin e Anthony Carlino – Babylon

Catherine Martin, Karen Murphy e Bev Dunn – Elvis

Rick Carter e Karen O’Hara – The Fabelmans

Miglior fotografia

James Friend – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)

Darius Khondji – Bardo, la cronaca falsa di alcune verità (Bardo, False Chronicle of a Handful of Truths)

Mandy Walker – Elvis

Roger Deakins – Empire of Light

Florian Hoffmeister – Tár

Migliori costumi

Ruth E. Carter – Black Panther: Wakanda Forever

Mary Zophres – Babylon

Catherine Martin – Elvis

Shirley Kurata – Everything Everywhere All at Once

Jenny Beavan – La signora Harris va a Parigi (Mrs. Harris Goes to Paris)

Miglior trucco e acconciatura

Adrien MorotJudy Chin e Anne Marie Bradley – The Whale

Heike Merker e Linda Eisenhamerová – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)

Naomi Donne, Mike Marino e Mike Fontaine – The Batman

Camille Friend e Joel Harlow – Black Panther: Wakanda Forever

Mark Coulier, Jason Baird e Aldo Signoretti – Elvis

 

Migliori effetti visivi

Joe LetteriRichard BanehamEric Saindon e Daniel Barret – Avatar – La via dell’acqua (Avatar: The Way of Water)

Frank Petzold, Viktor Müller, Markus Frank e Kamil Jafar – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)

Dan Lemmon, Russell Earl, Anders Langlands e Dominic Tuohy – The Batman

Geoffrey Baumann, Craig Hammack, R. Christopher White e Dan Sudick – Black Panther: Wakanda Forever

Ryan Tudhope, Seth Hill, Bryan Litson e Scott R. Fisher – Top Gun: Maverick

 

Miglior sonoro

Mark WeingartenJames H. MatherAl NelsonChris Burdon e Mark Taylor – Top Gun: Maverick

Victor Prasil, Frank Kruse, Markus Stemler, Lars Ginzel e Stefan Korte – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)

Julian Howarth, Gwendolin Yates Whittle, Dick Bernstein, Christopher Boyes, Gary Summers e Michael Hedges – Avatar – La via dell’acqua (Avatar: The Way of Water)

Stuart Wilson, William Files, Douglas Murray e Andy Nelson – The Batman

David Lee, Wayne Pashley, Andy Nelson e Michael Keller – Elvis

 

Migliore colonna sonora originale

Volker Bertelmann – Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues)

Justin Hurwitz – Babylon

Carter Burwell – Gli spiriti dell’isola (The Banshees of Inisherin)

Son Lux – Everything Everywhere All at Once

John Williams – The Fabelmans

Migliore canzone originale

Naatu Naatu (musiche di M. M. Keeravani; testo di Chandrabose) – RRR

Applause (musiche e testo di Diane Warren) – Tell It Like a Woman

Hold My Hand (musiche e testo di Lady Gaga e BloodPop) – Top Gun: Maverick

Lift Me Up (musiche di Tems, Rihanna, Ryan Coogler e Ludwig Göransson; testo di Tems e Ryan Coogler) – Black Panther: Wakanda Forever

This Is a Life (musiche di Ryan Lott, David Byrne e Mitski; testo di Ryan Lott e David Byrne) – Everything Everywhere All at Once

 

Miglior documentario

Navalny, regia di Daniel Roher

All That Breathes, regia di Shaunak Sen, Aman Mann e Teddy Leifer

Tutta la bellezza e il dolore – All the Beauty and the Bloodshed (All the Beauty and the Bloodshed), regia di Laura Poitras, Howard Gertler, John Lyons, Nan Goldin e Yoni Golijov

Fire of Love, regia di Sara Dosa, Shane Boris e Ina Fichman

A House Made of Splinters, regia di Simon Lereng Wilmont e Monica Hellstrom

 

Miglior cortometraggio documentario

Raghu, il piccolo elefante (The Elephant Whisperers), regia di Kartiki Gonsalves e Guneet Monga

Haulout, regia di Evgenia Arbugaeva e Maxim Arbugaev

How Do You Measure a Year?, regia di Jay Rosenblatt

L’effetto Martha Mitchell (The Martha Mitchell Effect), regia di Anne Alvergue e Beth Levison

Stranger at the Gate, regia di Joshua Seftel e Conall Jones

 

Miglior cortometraggio

An Irish Goodbye, regia di Tom Berkely e Ross White

Ivalu, regia di Anders Walter e Rebecca Pruzan

Le pupille, regia di Alice Rohrwacher

Nattriken, regia di Eirik Tveiten e Gaute Lid Larssen

The Red Suitcase, regia di Cyrus Neshvad

 

Miglior cortometraggio d’animazione

Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo (The Boy, the Mole, the Fox and the Horse), regia di Charlie Mackesy e Matthew Freud

The Flying Sailor, regia di Amanda Forbis e Wendy Tilby

Ice Merchants, regia di João Gonzalez e Bruno Caetano

My Year of Dicks, regia di Sara Gunnarsdottir e Pamela Ribbon

An Ostrich Told Me the World Is Fake and I Think I Believe It, regia di Lachlan Pendragon

LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI di Edoardo De Angelis, serie Netflix, 2023

LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI di Edoardo De Angelis, serie Netflix, 2023

Le contraddizioni di Napoli fanno da teatro ai tormenti adolescenziali di Giovanna, trascinata nel mondo degli adulti dal mediocre conformismo dei suoi genitori e dal chiassoso attaccamento alla vita della zia Vittoria. Tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, La vita bugiarda degli adulti è distribuita da Netflix, in sei episodi, a partire dal 4 gennaio 2023.

Giovanna (Giordana Marengo) affronta la sua adolescenza a Napoli, negli anni Novanta. Una bella casa al Vomero, dei genitori (Alessandro Preziosi e Pina Turco) che si illudono di “pensare comunista”, un padre che si è fatto da solo ed è diventato un intellettuale. Il già precario equilibrio di Giovanna è definitivamente travolto dall’incontro con sua zia Vittoria (Valeria Golino), della quale sembra si sia fatto di tutto per cancellare il ricordo. Un misterioso braccialetto diventa il filo conduttore della storia, che condurrà alla rivelazione di bugie, segreti e rancori.

Il “romanzo di formazione” di Giovanna passa anzitutto per una “discesa agli Inferi”: dai lustrini patinati del Vomero e di Posillipo, alle viscere carnali (ma sempre incredibilmente profumate di bucato) del Pascone, per scoprire che, in fondo, i buoni e i cattivi superano ogni barriera sociale. A farle da Virgilio, Giovanna troverà la dirompente e strabordante Vittoria, una donna senza misure, chiamata, però, a fare i conti con il metro della vita. Perché, in fondo, quando sei piccola ogni cosa ti sembra grande, quando sei grande ogni cosa ti sembra niente.

La Vita bugiarda degli adulti, tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante e dal 4 gennaio 2023 disponibile su Netflix in sei episodi, porta di nuovo sul piccolo schermo le pagine di una delle scrittrici più rappresentative della scena (non solo) italiana.

La sceneggiatura, affidata alle sapienti penne di Laura Paolucci, Elena Ferrante, Edoardo De Angelis e Francesco Piccolo, riesce ad adeguarsi ai tempi della serialità senza snaturare l’intensità del racconto. La regia di De Angelis, che a tratti sembra “sprecata” per una serie tv, è spettacolare e travolgente, a volte eccessiva, ma comunque efficace. L’interpretazione di Valeria Golino, con il suo trascinante carisma empatico, è un gioiello prezioso che, da solo, vale l’intera serie. Le musiche, in certi casi troppo “invasive”, restituiscono pienamente il clima di un decennio in cui l’entusiasmo stava lasciando il posto alla disillusione, senza che, però, ne fossimo pienamente consapevoli.

data di pubblicazione: 8/1/2023