TRASH di Stephen Daldry, 2014

TRASH di Stephen Daldry, 2014

(Festival Internazionale del Film di Roma – Gala)

Rapael, Gardo e Rato. Tre ragazzi brasiliani delle favelas che per arguzia, spirito e integrità morale nulla hanno da invidiare a Qui, Quo, Qua, diventano i protagonisti di una caccia al tesoro avviata dal ritrovamento di un portafoglio e scandita da prove di coraggio e di “decifrazione di codici” da far invidia al Robert Langdon di Dan Brown.

La spazzatura, muovendosi dal titolo del film, inonda lo spazio e la storia fin dalla prima inquadratura, divenendo la manifestazione esteriore di quella corruzione della politica che chiama alla rivoluzione gli scarafaggi scopertisi all’improvviso “persone”, titolari di diritti “umani”, inviolabili e inalienabili, che nessun potere costituito può permettersi di ignorare per troppo tempo. Del resto, come dice Gardo, alla spazzatura materiale ci si può abituare, mentre a quella umana è doveroso reagire, senza farsi troppe domande. Reagire, lasciandosi guidare dalla scia luminosa e “pulita” di chi ha creduto nel cambiamento, solo perché è giusto andare fino in fondo.

Trash è tratto dal libro per ragazzi di Andy Mulligan, sceneggiato dalla penna di Richard Curtis (Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill, Il Diario di Bridget Jones), diretto da Stephen Daldry (Billy Elliot, The Hours, ma anche The Reader). Una combinazione che non tradisce la aspettative, restituendo una pellicola caratterizzata da un ritmo narrativo che incalza e trascina e che, sebbene a volte tradisca un’ingenua deriva verso l’utopia travestita da favola, strappa l’applauso di una sala desiderosa di sognare, di sperare, di cambiare.

Il pubblico ha già incoronato Trash come vincitore del Festival Internazionale del Film di Roma 2014. Ora l’ultimo lavoro di Daldry arriva in sala, rievocando le atmosfere di The Millionaire e aspirando (legittimamente) a buoni risultati di botteghino.

 data di pubblicazione 27/11/2014


Scopri con un click il nostro voto:

COME RESTARE VEDOVE SENZA INTACCARE LA FEDINA PENALE di Luca Manzi

COME RESTARE VEDOVE SENZA INTACCARE LA FEDINA PENALE di Luca Manzi

Al Teatro Due di Roma, dall’11 al 30 novembre 2014, torna in scena Come restare vedove senza intaccare la fedina penale, scritto da Stella Saccà, con la collaborazione di Luca Manzi (tra gli ideatori della serie televisiva Boris), al quale è affidata anche la regia.Gli Accreditati, presenti alla prima dello spettacolo, si sono trovati piacevolmente immersi in una serata scandita da battute fulminee e fulminanti, da momenti di introspezione e retrospezione, da un gruppo tenuto insieme da passione e professione.Quattro donne sulla scena (Beatrice Aiello, Camilla Bianchini, Serena Bilanceri, Stella Saccà). Quattro uomini evocati dalle loro storie. Quattro destini che si incrociano su Facebook. Quattro sogni che non si rassegnano alla disillusione. Quattro sconosciute che diventano amiche. Il piano è apparentemente semplice: ciascuna ucciderà il marito di una delle altre. Ma si sa che i piani apparentemente semplici sono quelli destinati a rivelarsi tremendamente complicati. Un intreccio che si svolge piacevolmente, con delle “parentesi talent” che strappano l’applauso a scena aperta.Un teatro da incoraggiare. Un teatro da scoprire.

 data di pubblicazione 15/11/2014


Il nostro voto:

ARCIPELAGO – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CORTOMETRAGGI E NUOVE IMMAGINI

ARCIPELAGO – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CORTOMETRAGGI E NUOVE IMMAGINI

Dal 7 all’11 novembre 2014 Roma ospita le proiezioni di Arcipelago – Festival internazionale di cortometraggi e nuove immagini. I luoghi della manifestazione sono quelli di un quartiere dall’intramontabile suggestione come Garbatella, con i suoi due teatri, il Palladium e l’Ambra, che offrono il palcoscenico a un cinema a cui solo raramente viene concessa la ribalta.

Il 9 novembre, anniversario dei 25 anni dalla caduta del muro di Berlino, il Festival ha reso omaggio a una data così recente eppure così lontana attraverso due proiezioni inserite nell’evento Da Kreuzberg a Garbatella. Il Muro che (non) c’è: Berlin spricht Wände (2013) di Markus Muthig e Die Mauer (1991) di Jürgen Böttcher.

La serata è proseguita con la proiezione dei film inseriti nella Sezione The Short Planet – Concorso internazionale Cortometraggi e Nuove Immagini.

La storia, il ritmo e gli effetti speciali di The Nostalgist (Giacomo Cimini), impreziositi dalla interpretazione di Lambert Wilson, non hanno nulla da invidiare al cinema di serie A.

Simone Massi, “animatore resistente” e creatore di quella sigla di apertura del Festival di Venezia che lascia puntualmente senza fiato gli Accreditati di ogni ordine e grado, incanta con L’attesa del maggio, proiettato anche a Venezia 71.

Újratervezés di Tóth Barnabás stupisce e commuove per l’efficacia con cui riesce a descrivere l’amore, quello vero, quello che non si lascia imprigionare in un aforisma da cioccolatino, mentre il dissacrante Supervenus di Frédéric Doazan fa sorridere amaramente sul mito della bellezza a ogni costo.

L’impressione, detto altrimenti, è quella di un Festival di tutto rispetto, che tuttavia non pare supportato né dal pubblico né da un’organizzazione in grado di valorizzare tutto quello che di buono c’è in un programma (giustamente) ambizioso. Il Palladium era quasi vuoto e il previsto reading letterario di Michele Alaique è stato sostituito da un contributo audiovisivo dalla qualità tecnica assolutamente inadeguata, come del resto evidenziato dagli stessi organizzatori.

Il cortometraggio dovrebbe essere traghettato fuori dalla ristretta cerchia di amici, parenti e appassionati che non hanno di meglio da fare la sera. È una sfida ancora aperta. E ben venga chi, come Arcipelago, non esita a raccoglierla.

data di pubblicazione 11/11/2014

BLACK AND WHITE di Mike Binder

BLACK AND WHITE di Mike Binder

(Festival Internazionale del Film di Roma 2014 – Gala)

I premi Oscar Kevin Kostner e Octavia Spencer tornano sul grande schermo nelle vesti di due nonni, pronti a indossare l’armatura di indomiti contendenti nella battaglia legale per l’affidamento della piccola Eloise, rimasta orfana della mamma bianca e con un papà nero troppo dedito alla droga per prendersi seriamente cura di lei.

Due famiglie contrapposte, pronte a gettarsi senza esclusione di colpi nell’arena del tribunale, davanti a un giudice nero e per di più donna, al cospetto di un’America sullo sfondo della quale continua ad agitarsi lo spettro della discriminazione razziale.

Il bianco e il nero si stemperano gradualmente nelle categorie di ciò che è giusto e ciò che non lo è, senza colori netti e lasciando affiorare le innumerevoli sfumature che necessariamente riempiono lo spazio, non sempre così ampio, tra i due opposti cromatici.

Pur con qualche stereotipo di troppo, Black and White riesce nell’intento di veicolare un messaggio non ancora “passato di moda” e reso più incisivo da quel “ispirato a una storia vera”, che attribuisce al racconto una patente di toccante verosimiglianza. Resta forse un film eccessivamente “televisivo”, che non riesce a toccare le corde artistiche che ci si aspetterebbe di sentir vibrare in un Festival del Cinema, ma la prova convincente di tutti gli attori rappresenta un punto di indiscutibile forza. Un giudizio in definitiva né bianco né nero per un film da vedere, magari “in famiglia”.

data di pubblicazione 26/10/2014








 

BLACK AND WHITE di Mike Binder

TRASH di Stephen Daldry- UK

(Festival Internazionale del Film di Roma 2014 – Gala)

Rapael, Gardo e Rato. Tre ragazzi brasiliani delle favelas che per arguzia, spirito e integrità morale nulla hanno da invidiare a Qui, Quo, Qua, diventano i protagonisti di una caccia al tesoro avviata dal ritrovamento di un portafoglio e scandita da prove di coraggio e di “decifrazione di codici” da far invidia al Robert Langdon di Dan Brown.

La spazzatura, muovendosi dal titolo del film, inonda lo spazio e la storia fin dalla prima inquadratura, divenendo la manifestazione esteriore di quella corruzione della politica che chiama alla rivoluzione gli scarafaggi scopertisi all’improvviso “persone”, titolari di diritti “umani”, inviolabili e inalienabili, che nessun potere costituito può permettersi di ignorare per troppo tempo. Del resto, come dice Gardo, alla spazzatura materiale ci si può abituare, mentre a quella umana è doveroso reagire, senza farsi troppe domande. Reagire, lasciandosi guidare dalla scia luminosa e “pulita” di chi ha creduto nel cambiamento, solo perché è giusto andare fino in fondo.

Trash è tratto dal libro per ragazzi di Andy Mulligan, sceneggiato dalla penna di Richard Curtis (Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill, Il Diario di Bridget Jones), diretto da Stephen Daldry (Billy Elliot, The Hours, ma anche The Reader). Una combinazione che non tradisce la aspettative, restituendo una pellicola caratterizzata da un ritmo narrativo che incalza e trascina e che, sebbene a volte tradisca un’ingenua deriva verso l’utopia travestita da favola, strappa l’applauso di una sala desiderosa di sognare, di sperare, di cambiare.

data di pubblicazione 20/10/2014