MINOTAUR di Andrej Zvjagincev, 2026

(Immagine-ufficiale-Festa-Cinema-Roma-2026-Foto-di-Sergio-Strizzi)

(21ª FESTA del CINEMA di ROMA 2026)

Diciamolo subito il lavoro di Zvjagincev è senza alcun dubbio un film coraggioso, formalmente apprezzabile e dall’efficace messa in scena. Alto virtuosismo cinematografico e vera lezione di Cinema. Sotto l’aspetto di un Thriller Intimo è puro cinema civile che parla ai nostri tempi e dei nostri tempi.                                                                                   

Il dissidente Zvjagincev è tra i maggiori esponenti della cinematografia russa, Leone d’Oro a Venezia e più volte premiato a Cannes vive ormai da anni in esilio in Francia. Con Minotaur meritatissimo Grand Prix della Giuria a Cannes’26 l’autore traccia un ritratto incisivo e corrosivo della Russia di oggi attraverso un Thriller che descrive la disgregazione di una coppia. Liberamente ispirato a Una Moglie Infedele di Chabrol (1969) il regista trascende la banalità di un adulterio passando dal dramma borghese alla tragedia collettiva. La crisi di una coppia e quella di uno Stato ove le regole cambiano dall’oggi all’indomani. Lo sfascio morale delle coscienze rassegnate o corrotte e quello dei valori delle sue élite.

Siamo nel 2022 nei primi mesi dell’invasione dell’Ucraina. Al centro c’è un imprenditore benestante e ben inserito politicamente. Deve affrontare due problemi: indicare alle autorità quelli fra i propri dipendenti da far arruolare volontariamente evitando così di danneggiare la produzione, e, la scoperta che la giovane ed annoiata bella moglie lo tradisce. In un contesto ove anche le pur minime certezze si sono dissolte, il protagonista fa le sue scelte e risolve entrambi i problemi a modo suo con cinismo ed egoismo seguendo i propri impulsi. Utilizzerà poi le sue influenze sulla corrotta burocrazia per liberarsi di ogni successivo fastidio e tornare a vivere come nulla fosse avvenuto. Un personaggio che come il mitico Minotauro vive nel labirinto delle proprie contraddizioni e si alimenta delle proprie prede così come la Russia di Putin fa con i propri figli migliori.

Zvjagincev evita i rischi del melodramma e filma senza compiacimenti con uno sguardo glaciale ed una freddezza clinica e disincantata. La sua cinepresa è quasi sempre ferma e ben piazzata al centro dell’inquadratura con una luce soffusa e dorata. La messa in scena è curata in ogni dettaglio. Splendido poi il lungo piano sequenza finale della coltre di nuvole in bianco e nero che tutto copre. Una sintesi perfetta con un tocco di grande lirismo.

Minotaur è senza dubbio un’opera contemporanea potente. Un film di grande bellezza, un vero gioiello di Cinema. Una riflessione implacabile sul crollo morale di un Paese e su come ciò contamini ogni cosa ed ogni persona.

data di pubblicazione:22/10/2026








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