NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0 di Tommaso Renzoni (2026)

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A vent’anni dal film che aveva trasformato la maturità in un vero immaginario cinematografico collettivo, Notte Prima degli Esami 3.0 prova a riattivare quella stessa mitologia generazionale spostandola nel presente. Diretto da Tommaso Renzoni e scritto insieme a Fausto Brizzi, il film arriva nelle sale con l’ambizione dichiarata di non essere né un sequel né un reboot, ma un nuovo capitolo autonomo, capace di dialogare con la memoria della saga originale.

La struttura resta quella che ha reso celebre il primo film, con la vigilia dell’esame di maturità vista come tempo sospeso, notte simbolica, di un gruppo di liceali romani, fra i quali si intrecciano amicizie, rivalità, primi amori e inevitabili paure prima del passaggio all’età adulta. Il nuovo protagonista, interpretato da Tommaso Cassissa, è al centro di una compagnia di maturandi che si muove tra feste clandestine, fughe improvvisate e strategie più o meno disperate per aggirare la professoressa più temuta della scuola (Sabrina Ferilli). È un racconto che conserva il tono della commedia sentimentale, provando però a raccontare la generazione cresciuta con gli smartphone e quindi con una percezione del tempo molto più accelerata rispetto a quella evocata dal film del 2006.

Il vero baricentro narrativo, però, è Sabrina Ferilli, che interpreta la professoressa Castelli, figura severa e quasi leggendaria tra gli studenti, soprannominata “la belva”. L’attrice costruisce un personaggio che gioca sull’archetipo del docente antagonista, ma con un sottotesto umano più complesso, una donna segnata da una certa solitudine, che nel corso della storia lascerà emergere fragilità inattese. Accanto a lei si muove un cast giovane corale, affiancato da presenze riconoscibili, come Gian Marco Tognazzi, Sebastiano Somma e Ditonellapiaga, quest’ultima presente con un cameo breve ma significativo, coerente con il suo profilo artistico ironico e provocatorio. Anche Antonello Venditti compare in un cameo, evocando tutto l’immaginario della saga, con l’interpretazione della celebre canzone che dà il titolo al film, indissolubilmente legata al mito della maturità italiana.

Il risultato è una pellicola che non tenta davvero di replicare il fenomeno culturale dell’originale, impresa probabilmente impossibile, ma che prova piuttosto a raccoglierne l’eredità emotiva attualizzandola.

data di pubblicazione:18/03/2026


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