(21ª FESTA del CINEMA di ROMA 2026)
Enrico Vanzina adatta per il grande schermo il suo omonimo romanzo La sera a Roma, mettendo in scena un delitto che diventa il pretesto per attraversare un mondo di aristocratici, giornalisti, aspiranti attori e relazioni clandestine. Un universo in cui la rispettabilità è spesso una messinscena e la verità, come nelle migliori commedie di costume, arriva sempre al momento sbagliato. Il tutto in una Roma decadente, contraddittoria, innamorata di sé.
Al centro della vicenda c’è Federico (Massimo Ghini), giornalista affermato e sceneggiatore, capace di muoversi con disinvoltura fra salotti nobiliari, redazioni e trattorie storiche. Un favore fatto a un influente finanziere lo porta ad incontrare Domenico Greco, giovane aspirante attore che gli appare più avvenente che talentuoso, Poche ore dopo, il ragazzo viene assassinato e Federico si ritrova così dentro un’indagine che minaccia di scoperchiare anche la sua complicata vita sentimentale. A ricomporre il puzzle il commissario Margiotta (Carlo Buccirosso) e il cronista Maselli (Ricky Memphis).
Il film è fin dall’inizio un dichiarato omaggio alla commedia di genere, e i richiami sono tanti, anche ambiziosi, tra battute sul cinema e riferimenti più o meno espliciti. La resa, però, seppur in un’elegante confezione visiva, tra i palazzi di Roma e Parigi, non è mai all’altezza degli illustri precedenti, anzi a volte ne sembra quasi una caricatura. Il meccanismo del giallo è ben confezionato, ma la suspense non cattura mai veramente. Più che scoprire chi sia l’assassino, l’obiettivo sembra essere più fare un’indagine sociale, per mettere sotto interrogatorio non soltanto i sospettati, ma le convenzioni di un ambiente che sopravvive grazie alla capacità di proteggere i propri segreti.
Quello che resta è la celebrazione di Roma, vista in tutte le stagioni e in tutte le sfumature di colore. Non è uno sfondo, ma una protagonista che sopravvive ai suoi abitanti, alle loro vanità e persino ai loro delitti. Una città che da decenni continua a recitare la parte di se stessa. Anche se persino lei, nei grandi capolavori che l’hanno resa protagonista, ci ha convinto di più.
data di pubblicazione:24/10/2026





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