La US Marshal Madolyn (M. Dockery) arresta un contabile della Mafia nonché informatore fuggito in un angolo dell’Alaska. Deve riportarlo al più presto ad Anchorage perché testimoni contro i suoi boss. Noleggia un Cessna, ma il pilota (M. Wahlberg) si rivela un killer psicopatico e sessuomane…
Mel Gibson, condannato all’ostracismo, rientra dalla “porta di servizio”! A quasi dieci anni dalla sua ultima regia, il talentuoso e controverso attore e regista torna dietro la cinepresa. Lo fa con un prodotto di serie B vagamente ironico che riprende scientemente tutti gli archetipi dei Thriller per ottenere almeno un sorriso di condiscendenza. Un piccolo film di basso costo il cui soggetto sembra essere stato ritrovato in un cassetto Anni ’80. Un’opportunità per Gibson di rifarsi un’immagine in vista forse di progetti più ambiziosi. Un esercizio di stile low profile che non dia adito a polemiche. La concezione del film è lineare come la sua scrittura. Nessuna sorpresa, tutto è prevedibile ma ciò non di meno l’insieme la cui suspense si basa su un dispositivo tanto semplice quanto sconcertante non risulta né sgradevole né noioso.
Tre personaggi nello spazio esiguo di un aereo in volo sulle montagne del remoto Alaska. Un thriller in alta quota in un contesto claustrofobico e precario che diviene teatro di inganni e di una lotta senza quartiere fra una poliziotta ed un killer paranoico. Sulla carta una buona idea. E su questo dispositivo narrativo il regista prova a costruire una storia che cerca di fondere il Thriller ed il Buddy Movie.
Dalla carta alla realtà le cose sono però ben diverse. Non aspettatevi quindi risultati particolari che credo non fossero previsti da nessuno. Flight Risk è ed intendeva essere solo un film commerciale. Purtroppo la sceneggiatura è sfilacciata ed incoerente, i dialoghi banali ed imperfetti, il Plot stesso alla lunga diventa inverosimile e gli effetti speciali sono molto limitati. Gli interpreti fanno quel che possono e Wahlberg, nel ruolo insolito del killer, sembra andare a ruota libera concedendosi degli eccessi fuori tono. Merito di Gibson aver evitato la catastrofe. Contiene il film in soli 90 minuti, riesce a padroneggiare come può la vicenda e a darle un ritmo. La sua regia restituisce un po’ di sostanza ad una storia traballante. Certo il suo film non vola alto ma sta in aria e non precipita. Flight Risk è quindi un thriller minimalista che pur nei suoi tanti limiti e nelle sue poche pretese riesce ad essere in fondo in fondo simpatico con quel profumo sbiadito di anni ’80. Un film appena discreto che potrà intrattenere gli appassionati del genere, i nostalgici ed i fan del regista australiano.
data di pubblicazione:11/05/2025
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