Nord Est degli Stati Uniti, un padre vive solo in campagna e aspetta i figli. Dublino, una madre scrittrice affermata attende la visita annuale delle figlie per un tè. Parigi, sorella e fratello si ritrovano per vuotare l’appartamento dei genitori morti in un incidente …
“La Famiglia non la si sceglie” questa verità tanto brutale quanto banale è il fil rouge tematico di Father Mother Sister Brother Leone d’oro a Venezia ‘25.
Jarmusch regista di culto del Cinema Indie americano affronta il tema delle relazioni familiari e il difficile rapporto fra figli adulti e genitori. Lo fa riproponendo il suo approccio stilistico e narrativo con un film articolato su tre storie indipendenti fra loro e ambientate in luoghi diversi. Tre variazioni sullo stesso tema che segnano il ritorno del regista al concetto di episodio quale frammento di vita quotidiana denso di significati per fornire un ritratto autentico della condizione umana prima che l’attimo svanisca nello scorrere del tempo.
Con la sua regia netta, diretta e minimalista, sul filo di uno humour surreale non privo di sarcasmo il cineasta affronta ciò che resta dei rapporti genitori figli una volta che questi sono divenuti adulti, vivono le loro vite e si rendono conto che non conoscono i propri genitori e non hanno più grandi cose da dirsi. Non dobbiamo attenderci colpi di scena o svolte drammatiche. Tutto è contenuto, misurato e poco appariscente. Il comico e il tragico sono nascosti nei non detti, nei silenzi imbarazzati che celano molto più di un conflitto verbale. Il regista avanza per tocchi leggeri disseminando qui e là piccoli segnali. Tutto si gioca nei dettagli di ogni singola storia: esitazioni, simulazioni, sguardi e tempi morti. Lo spettatore osserva ciò che avviene e come avviene, coglie le difficoltà relazionali e non può non riflettere su ciò che è divenuta oggi la Famiglia.
Jarmusch è bravo nel rendere cinematograficamente l’imbarazzo con silenzi protratti, dialoghi scarni ed inquadrature fisse restituendoci la distanza emotiva che si crea in molte famiglie. Il suo è un cinema che rifiuta l’azione per privilegiare la poesia del quotidiano. La forma, il particolare, i piccoli personaggi, l’ascolto e la riflessione. Pur attraversato a tratti da sottili momenti di malinconia osserva i ritratti intimi che ci dipinge ma non esprime giudizi.
A supporto del suo film il regista ha riunito un cast di tutto rilievo – Tom Waits, Adam Driver, Charlotte Rampling, Cate Blanchett e Vicky Krieps – che farà da giusto richiamo commerciale.
Father Mother Sister Brother è un film che merita di essere apprezzato. Un altro bel modo di fare cinema. Un film delicato, interessante ed intelligente che va visto con attenzione.
data di pubblicazione:18/12/2025
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Un ottimo inizio d’Anno Cinematografico. Si esce da questo film a tratti tenero, a tratti buffo, soddisfatti intellettualmente ed emotivamente.
Un film tanto minimalista quanto intenso e profondo. Giustamente premiato
Condivido la vostra recensione e il voto. Un tenero film sulla solitudine degli esseri umani e sulle relazioni familiari. Una commedia e un dramma di grande sensibilità che sonda in profondità i rapporti tra genitori e figli.
Piccolo e commovente film
Il colore rosso è il”filo conduttore”che collega i 3 episodi di famiglie sbagliate e assenti
Nel primo episodio,(FATHER)
l’imbarazzo agghiacciante dei protagonisti evidenzia le enormi ferite che un padre egoista e bugiardo ha inferto a figli e moglie.
Nel secondo(MATHER),
padre (mai nominato) è l’incontro gelido e formale di due figlie con una madre rigida e priva di sentimenti.
Nel terzo ,incontro tenero e pieno d’amore,di due fratelli gemelli,frutto di un grande amore dei genitori ,che i ragazzi scoprono,solo, attraverso i ricordi fotografici, che scaldano il cuore, ma che ormai solo la carta patinata dimostra
Film introspettivo che pone ancora una volta in luce i falsi e spesso imbarazzanti rapporti all’interno della famiglia. I diversi elementi che accomunano le tre parti come il Rolex o una lampada o addirittura le disquisizioni sull’acqua sono funzionali a far capire che le situazioni cambiano ma rimangono immutate le dinamiche. Più che meritato riconoscimento a Venezia. Un film di grande valore…