LA ZONA D’INTERESSE di Jonathan Glazer, 2024

LA ZONA D’INTERESSE di Jonathan Glazer, 2024

Rudolf Hoess, comandante supremo di Auschwitz, vive insieme alla moglie Hedwig e ai suoi cinque figli in una bella villa, adiacente al muro che delimita il campo di concentramento. Mentre lui affronta con consapevolezza e grande senso di responsabilità l’incarico affidatogli, gli altri sembrano invece ignorare la tragedia che si sta perpetuando a pochi metri dalla loro casa, conducendo una vita sociale normale, spensierata e oltremodo agiata…

 

The Zone of Interest diretto dal regista britannico Jonathan Glazer, che ne ha curato anche la sceneggiatura, è tratto dall’omonimo romanzo di Martin Amis ed è stato presentato per la prima volta in concorso al Festival di Cannes 2023 dove ha ottenuto il Grand Prix Speciale della Giuria. Riconoscimento questo più che meritato per la singolare modalità delle riprese attraverso le quali il regista affronta un tema, quello appunto dell’olocausto, in maniera del tutto originale senza rendere direttamente visiva la tragedia in atto. La telecamera non entra mai nel campo di concentramento ma rimane al di qua del muro, in una zona che circonda il lager definita “di interesse”, e ci fa vivere gli orrori dello sterminio solo da lontano. Il fumo dell’arrivo costante dei treni, che trasportano masse di ebrei destinati a un programmato e sistematico sterminio, si intravede in lontananza e dal sottofondo si percepiscono rumori indistinti di armi da fuoco e le urla di disperazione di chi viene avviato a morte certa. I colori dei fiori ben curati in giardino, le tavole ben imbandite con ogni prelibatezza sono funzionali a evidenziare quanto di più cupo viene vissuto al di là di quel muro, in un sottile ma invalicabile confine tra paradiso ed inferno. Solo le ceneri provenienti dai forni crematori, in funzione giorno e notte, sembrano non rispettare questi divieti di contaminazione imposti dalla logica perversa del nazismo: invadono come possono l’aria, l’acqua dei fiumi e persino il giardino degli Hoess. Glazer presenta allo spettatore un film ridotto all’essenziale, ma lo fa nella maniera corretta e più incisiva perché non porta dentro il campo ma rende partecipi di tutto attraverso i suoni angoscianti che scuotono lo spettatore sin dai primi momenti di proiezione. I fatti più o meno sono noti a tutti, anche le giovani generazioni sono oramai sensibilizzate sull’argomento, ma questo film aggiunge qualcosa di nuovo, di radicalmente diverso all’immaginazione, va diretto a colpire la sensibilità per ricordare quelle atrocità rimaste indelebili nella storia. Ottima l’interpretazione del cast tra cui spicca quella di Christian Friedel, nel ruolo del comandante. Sorprendente la fotografia di Lukasz Zal, a volte velata e dai toni grigi, a volte piena di colori dirompenti. Tutto è poi illuminato da una luce fredda ed accecante.

data di pubblicazione:24/02/2024


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74 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – BERLINALE

74 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – BERLINALE

(Berlino, 15/25 Febbraio 2024)

Presentata in conferenza stampa la lista completa dei film in selezione ufficiale. Con l’edizione di quest’anno si conclude l’esperienza di co-direzione artistica di Carlo Chatrian e Mariette Rissenbeek. In questi anni hanno cercato di delineare una vera e propria missione affidata al cinema che è quella di raccontare qualcosa che è stato e di fantasticare su qualcosa che sarà.. La Berlinale viene così metaforicamente definita come un albero che affonda le radici nel passato e proietta i suoi rami nel futuro. In questo senso il cinema ci regala una serie di immagini che restano impresse nella nostra memoria, esattamente come alberi che resistono alla tempesta, chiari segni che certificano qualcosa di prima e ci permettono di immaginare il dopo. Ben 54 sono i lungometraggi presentati nella selezione ufficiale (Concorso, Encounters, Berlinale Gala, Berlinale Special) oltre i 31 ospitati nella Sezione Panorama e altri 50 sparsi tra Forum e Forum Expanded, infine i 15 selezionati in Generation oltre alla retrospettiva.

Ecco di seguito la lista completa dei 20 film in concorso per aggiudicarsi l’Orso d’Oro e gli altri prestigiosi Orsi d’Argento:

Small Things Like These di Tim Mielants (Irlanda-Belgio) – film d’apertura

Sterben di Matthias Glasner (Germania)

Des Teufels Bad di Veronika Franz-Severin Fiala (Germania)

Vogter di Gustav Moller (Danimarca-Svezia)

Yeohaengjaui pilyo di Hong Sangsoo (Sud Corea)

Another End di Piero Messina (Italia)

Architecton di Victor Kossakovsky (Germania-Francia)

Black Tea di Abderrahmane Sissako (Francia-Mauritania-Lussemburgo)

La Cocina di Alonso Ruizpalacios (Messico-USA)

Dahomey di Mati Diop (Francia-Senegal-Benin)

A Different Man di Aaron Schimberg (USA)

L’Empire di Bruno Dumont (Germania-Francia-Italia-Belgio)

Gloria! di Margherita Vicario (Italia-Svizzera)

Hors du temps di Oliver Assayas (Francia)

In Liebe, Eure Hilde di Andreas Dresen (Germania)

Keyke mahboobe man di Maghaddam-Sanaeeha (Iran-Francia-Svezia-Germania)

Langue étrangère di Claire Burger(Francia-Germania-Belgio)

Mé el Ain di Meryam Joobeur (Tunisia-Francia-Canada-Norvegia)

Pepe di Nelson Carlos De Los Santos (Rep. Dominicana-Namibia-Germania)

Shambhala di Min Bahadur Bham (Nepal-Francia-Norvegia-China)

 

Tra i film italiani distribuiti tra le varie Sezioni abbiamo: Another End di Piero Messina, al suo secondo film, che tratta il tema del dolore nel distacco dalle persone che amiamo. Gloria! opera prima dell’attrice e cantautrice romana Margherita Vicario, dove viene trasmessa la sua passione per la musica. Dostoevskij, una serie tv dei fratelli D’Innocenzo, storia di un killer seriale ossessionato dallo scrittore russo. Supersex, altra serie di Matteo Rovere, Francesco Carrozzini e Francesca Mazzoleni, dedicata alla vita del noto porno star Rocco Siffredi. Il Cassetto Segreto in Forum, film documentario di Costanza Quatriglio dedicato alla memoria del padre giornalista. Quell’estate con Irène, nella Sezione Generation Plus, opera seconda di Carlo Sironi che parla della fuga di due ragazze dall’ospedale, dove sono in cura, per poter vivere la loro prima vera estate. Giovani autori italiani che coraggiosamente vanno a delineare nuovi generi e nuove forme di racconto con immagini.

La giuria internazionale quest’anno sarà presieduta dall’attrice messicana, con cittadinanza keniota, Lupita Nyong’o, oramai di fama internazionale nonché premio Oscar nel 2014 come migliore attrice non protagonista per aver recitato nel film 12 anni schiavo. Accanto a lei l’attore e regista statunitense Brady Corbet, la regista cinese di Hong Kong Ann Hui, il regista e sceneggiatore tedesco Christian Petzold, il regista, sceneggiatore e produttore spagnolo Albert Serra, l’attrice e regista italiana Jasmine Trinca e la scrittrice e poetessa ucraina Oksana Zabuzhko.

La Berlinale renderà omaggio al regista Martin Scorsese con l’Orso d’Oro alla carriera e durante la kermesse cinematografica verranno riproposti diversi suoi lungometraggi, incluso il suo ultimo film Killers of the Flower Moon.

data di pubblicazione:13/02/2024

ARGYLLE – LA SUPERSPIA di Matthew Vaughn, 2024

ARGYLLE – LA SUPERSPIA di Matthew Vaughn, 2024

Elly Conway è una giovane scrittrice di successo. I suoi romanzi di spionaggio hanno come protagonista l’agente segreto Argylle. Un giorno, insieme al suo inseparabile gatto Alfie, decide di andare a visitare la madre. Devono trovare insieme una soluzione più coinvolgente per il finale del suo ultimo libro. Sul treno farà conoscenza con Aiden, una spia vera che la salverà da criminali senza scrupoli pronti ad ucciderla…

 

Matthew Vaughn è un regista e sceneggiatore britannico che ama molto il genere spy-thriller. Questo film costituisce il primo capitolo di una nuova saga, da realizzare con Jason Fuchs che in Argylle ha curato il soggetto e la sceneggiatura. Il film è molto adrenalinico, con colpi di scena imprevedibili che lasciano lo spettatore un poco confuso da una trama coinvolgente, ma difficile da seguire. La protagonista Elly, con il suo gatto Alfie, entrano ed escono da un mondo reale che di fatto è speculare a quello descritto nei romanzi. Lei stessa, da scrittrice di best-seller, molto schiva e riservata nel privato, diventerà una spia a tutti gli effetti. Viene inoltre coinvolta in azioni spericolate dove l’agente Argylle è in missione per fronteggiare un manipolo di criminali. Al suo fianco Aidan, una spia anche lui, purtroppo allergico al pelo del gatto. Realtà e finzione si intrecciano e non è sempre facile farne una distinzione. La stessa protagonista è confusa perché ciò che scrive nei suoi romanzi si verifica regolarmente, diventando lei stessa il personaggio chiave della storia. Il film vanta un cast eccezionale, tra questi Bryce Dallas Howard nella parte della scrittrice, Sam Rockwell nella parte di Aidan. Rilevante è la presenza di Henry Cavill (Argylle) che potrebbe diventare il successore di Daniel Craig nel prossimo James Bond. Un plot spassoso anche per la presenza di scene volutamente eccessive che riescono a combinare azioni spietate con tratti di ironia pura. Da non dimenticare Alfie, interpretato da Chip, il gatto di proprietà della figlia del regista e della top model Claudia Schiffer, sua moglie. Si rimane in attesa del secondo capitolo di questa nuova trilogia a firma Vaughn, sempre con il gatto al seguito, ovviamente come protagonista.

data di pubblicazione:31/01/2024


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THE PIPER  di Erlingur Thoroddsen, 2024

THE PIPER di Erlingur Thoroddsen, 2024

Melanie e la figlia Zoe vivono immersi nella musica: lei, flautista, suona in una orchestra diretta dall’irascibile Gustafson, la figlia si esercita al flauto imitando la madre. Quando la donna si improvvisa a diventare compositrice, lavorando ad una partitura lasciata incompiuta da una sua maestra e mentore, presto si accorgerà che la musica è collegata a misteriose presenze occulte del male…

Erlingur Thoroddsen, sceneggiatore e regista islandese, ha trovato ispirazione per questo horror nella famosa fiaba del Pifferaio di Hamelin, storia tratta da una leggenda tedesca che a rileggerla bene nasconde tra le righe qualcosa di molto inquietante e certamente non adatta a ispirare sonni tranquilli. La musica è la vera protagonista di questo film, musica che entra ossessivamente nella testa di chi l’ascolta e che ha il potere di suscitare effetti devastanti, soprattutto se trattasi di inconsapevoli bambini. La sceneggiatura, curata dallo stesso regista, è ben congegnata e riesce a costruire una storia tutto sommato di facile fruizione e di discreto interesse. Siamo oramai abituati a rappresentazioni macabre, aiutate dagli effetti speciali di grande impatto visivo, ma in The Piper, il pifferaio appunto vendicativo per essere stato ingannato da persone che non hanno rispettato gli impegni promessi, assume fattezze diaboliche impressionanti. Cast di tutto rispetto che vede tra i principali protagonisti l’attore inglese, recentemente scomparso, Julian Sands, nei panni dello scorbutico direttore d’orchestra, diventato famoso nel 1985 per la sua partecipazione in Camera con vista di James Ivory. Accanto a lui, nel ruolo di Melanie, Charlotte Hope attrice di rilievo in Games of Thrones, che interpreta il suo ruolo in maniera convincente. Un film quindi per gli amanti dell’horror, che lascia spazio a momenti di tensione senza eccedere nelle scene di maggior suspence, ma dosando perfettamente le scene di brivido. Atmosfere cupe, immancabili tempeste di piogge, presenze di esseri che fuggono nell’ombra, tutti elementi sempre presenti nei film di questo genere ma che comunque rendono la storia interessante senza turbare troppo la serenità degli spettatori.

data di pubblicazione:17/01/2024


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KRIPTON di Francesco Munzi, 2024

KRIPTON di Francesco Munzi, 2024

Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Franco Basaglia. Le nuove generazioni probabilmente non sanno che è stato uno psichiatra, grande riformatore nel campo della salute mentale e ispiratore della legge, che porta il suo nome, che rivoluzionò l’ordinamento e la disciplina degli ospedali psichiatrici in Italia. Il racconto vero di sei giovani pazienti, ricoverati in strutture specializzate per la cura di alcune forme di disabilità psichica.

 

Francesco Munzi è un regista e sceneggiatore italiano che ha già ricevuto importanti riconoscimenti per il suo impegno sociale e per la serietà dei suoi lavori. Kripton non vuole essere solo un documentario, su una realtà vissuta da alcuni pazienti in cura presso una struttura di salute mentale romana, va oltre. Il regista è riuscito a entrare in perfetta empatia con loro, vivendo tra di loro per cogliere la vera essenza delle loro storie, raccontate dagli stessi protagonisti e dai terapeuti, uniti insieme nel tentativo di dare un senso concreto al loro impegno. Ecco quindi che i racconti si intrecciano con immagini sfuocate di repertorio, funzionali a far meglio comprendere la confusione che si agita nelle loro menti e che li rende isolati ed estranei dal mondo che li circonda. Munzi come prima cosa, si è conquistato la stima dei pazienti, veri attori della scena, i quali spontaneamente hanno deciso di esternare i propri turbamenti e le proprie sofferenze davanti a una cinepresa che di fatto poi è sparita dalla loro vista. Sono stati quindi liberi di parlare e di raccontare senza la minima soggezione di fronte ad un occhio che li avrebbe potuti osservati in maniera critica, togliendo dal campo qualsiasi forma di spontaneità. Un rapporto quindi di estrema fiducia che ha interessato non solo i ricoverati ma anche le loro famiglie e gli stessi operatori sanitari, ciascuno per la propria parte. Lo spettatore stesso è invitato ad entrare in empatia con i singoli individui e con le loro storie, tutte degne di essere ascoltate perché nascono dall’esigenza individuale di una maggiore attenzione, invocata quasi per venir fuori da un isolamento non solo fisico ma soprattutto mentale. Si percepisce un disagio a comprendere e a accettare un mondo, quello di oggi, dove si fa fatica a inserirsi perché proiettato verso l’esteriorità, e poco, molto poco, verso i veri valori che dovrebbero essere l’essenza primaria alla base della nostra stessa esistenza. Un lavoro ben riuscito, una tematica sicuramente da affrontare con più impegno da parte di chi ci governa, seguendo gli insegnamenti che Franco Basaglia ci ha provvidenzialmente tramandato, oggi più che mai di attualità.

data di pubblicazione:17/01/2024


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