Una piccola gradevole commedia che in buon equilibrio fra humour, fantasia e dramma intrattiene, diverte e fa riflettere affrontando con intelligenza ed eleganza la questione identitaria. Una galleria di situazioni paradossali e di personaggi pieni di contraddizioni interpretati con gusto e piacere...
Visto alla Festa di Roma ’25 l’esordio più che apprezzabile del cineasta franco algerino Adjina sembra uno dei piccoli gioielli del filone della Commedia Gastronomica Francese. Quei lavori che legano l’amore per la cucina con la trasmissione delle tradizioni e delle identità culturali. In realtà, pur riprendendo con ironia lo spunto della passione culinaria il film è molto di più. Un viaggio divertente in un labirinto di sotterfugi e false rappresentazioni. Un viaggio nella vita di un giovane di famiglia algerina convintamente inserito nella società e cultura francese che però, per affetti e dipendenze familiari è costretto a mentire ed a vivere come può a cavallo delle due culture.
Mehdi è un apprezzato cuoco in un bistrot di Lione. Con il sostegno dei genitori della fidanzata francese si appresta a rilevare l’attività. La sua famiglia è però governata da una madre vedova, manipolatrice e tradizionalista e non sa nulla della sua vita professionale e sentimentale. Costretto a presentare la madre alla ragazza ed ai suoi genitori si inventerà una madre fittizia. Una finzione che genererà conseguenze incontrollabili.
Con una sceneggiatura molto teatrale, da questo spunto la vicenda, in un esilarante crescendo di equivoci, arriverà al punto di rottura ove tutto sembrerà rovinare per poi ricomporsi. Si sa che i cliché più evidenti sono quelli che divertono di più. Il regista non li sfugge. Anzi, proprio per sottolineare le contraddizioni personali e collettive, li usa a man bassa destrutturandoli però con finezza dando la priorità in pari misura agli aspetti caricaturali dei due versanti algerino e francese.
In equilibrio fra profondità e leggerezza Adjina utilizza in pieno i codici della Commedia e dirige in modo quasi classico ma con tratti di malizia e qualche memorabile sequenza surreale (la scena della danza collettiva sul treno). Il ritmo è sostenuto ed i dialoghi sono intelligenti, veri e cesellati alla perfezione.
La vera forza del film è però il Cast. I ruoli di supporto sono bravi ed autentici. Su tutti splendono i due protagonisti: Younes Boucif con un forte senso della presenza scenica e del ritmo recitativo; e… l’eccezionale Hiam Abbass che si rivela anche ottima commediante incarnando con un’energia fantasiosa ed esilarante la disinibita madre fittizia.
La piccola cucina di Mehdi è senza dubbio un film semplice e delicato ma non banale che diverte, intenerisce e coinvolge. Senza grandi pretese riesce ad intrattenere e a far anche riflettere.
data di pubblicazione:09/09/2026
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