COUTURE di Alice Winocour, 2026

(Immagine tratta da cartella stampa)

Una vicenda corale al femminile delicata, poetica e di rara intensità. Un film apprezzabile che, anche se non perfetto, affascina e fonde con abilità ed eleganza il Glamour e la Serietà dei contenuti.

Il Cinema Francese sa passare dalla vita quotidiana ai Polar, dalla commedia ai drammi sempre catturando lo spettatore per la capacità di scrutare i sentimenti più intimi con storie vere ed intense e sapendo dare rilevanza ai ruoli femminili. La Winocour è una delle autrici più promettenti del Nuovo Cinema Francese e del movimento di registe e sceneggiatrici che hanno consolidato gli spazi di rappresentazione femminile apportandovi ciascuna la propria sensibilità.

Con Couture già presentato alla Festa di Roma ’25 e che esce infelicemente solo ora in piena Estate, la regista torna a tratteggiare alcuni ritratti di donne tenaci e resilienti. Siamo alla Fashion Week Parigina e la coralità si esprime in uno sguardo d’insieme sul dietro le quinte e sui diversi destini di quattro donne occasionalmente riunite per l’Evento. Tutte lavorano nell’ombra e tutte hanno fragilità e paure. Al centro Angelina Jolie regista americana di film Horror giunta a Parigi per girare una clip goticheggiante per l’avvio delle sfilate. Attorno a lei una truccatrice che fronteggia le tante emergenze elaborando pensieri per il libro che intende scrivere; una giovane originaria del Sud-Sudan appena arrivata dall’Africa per esordire in passerella e, infine, una promettente couturière oberata di incarichi ma attenta a mantenere cura e qualità per ogni suo delicato lavoro.

Un mondo glamour ed una retrostante realtà di lavoro, sacrifici, aspettative e decisioni. Una storia di simpatie, sostegno, resistenza tutta femminile con due sole presenze maschili marginali ma umanissime: Vincent Lindon e Louis Garrel.

La Winocour sa scrivere, dirigere e filmare con ritmo e fluidità. Muove la cinepresa con eleganza ed esalta i primi piani delle sue donne per coglierne il lato umano sotto la fragile bellezza. Il suo sguardo resta estraneo a ciò che filma più per pudore di invadere i sentimenti che per distacco. Lascia così allo spettatore l’onere di farsi un giudizio personale sui personaggi tutti veri e profondi. L’intensa presenza della Jolie nei panni della regista che scopre di avere un cancro è l’innegabile atout del film. Un ruolo che indubbiamente fa eco alla sua esperienza umana e dà una dimensione emozionale molto forte al personaggio squilibrando però la narrazione a danno delle altre vicende parallele.

Pur sbilanciato e con qualche carenza e piccoli difetti Couture resta comunque un film interessante e anche coinvolgente. Scritto bene e realizzato con abilità avrebbe meritato una migliore programmazione. Potrà anche affascinare perché capace di fondere con sensibilità storie belle e tristi e di incrociare fascino e serietà.

data di pubblicazione:26/08/2026


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