LA DONNA PIU’ RICCA DEL MONDO di Thierry Klifa, 2026

(Immagine tratta da cartella stampa)

Una tragicommedia ben costruita e ben ritmata, sostenuta da due attori eccezionali: Isabelle Huppert e Laurent Lafitte. Una satira sociale raffinata e sferzante. Un ritratto umano ricco di sfumature e humour noir. Una storia ambigua di dipendenza e manipolazione.

Quale migliore occasione per rivivere le atmosfere eleganti e penetranti di un acuto ed ironico osservatore della Commedia Umana come Chabrol!

Con La donna più ricca del mondo il suo allievo Klifa ci propone infatti nello stile del Maestro una caustica ma elegante e distaccata analisi di un certo ambiente e dell’ipocrisia familiare che contiene e nasconde lati oscuri, passioni, desideri e rancori. Però mentre Chabrol osservava il microcosmo provinciale, il nostro regista filma una versione mondializzata ed alto borghese. Il principio è lo stesso. Rappresentare non tanto la morale ma la verità sublimandola con l’eleganza e gli espedienti della finzione cinematografica. Utilizzare il registro della Commedia per dare uno sguardo incisivo ma distaccato e divertito su un mondo elitario e privilegiato.

Lo spunto è quello dell’Affaire Bettencourt che occupò ad inizi 2000 le cronache mondiali per i suoi risvolti mondani, politici e giudiziari. Il regista non cerca di ricostruire la vicenda ma la usa simbolicamente per restituirci il rapporto ambivalente fra controllo e dipendenza. Filtra la realtà, tutto è vero senza esserlo. Come ieri in Chabrol un estraneo faceva affiorare le nevrosi dell’ambiente borghese, così oggi in Klifa un fotografo arrivista è l’intruso che farà emergere nella famiglia alto borghese tutto ciò che era nascosto: la noia, la solitudine, la mancanza d’amore, la sudditanza affettiva verso una relazione manipolatoria.

Scritto e messo in scena con cura ed attenzione ai dettagli La donna più ricca del mondo evita ogni approccio farsesco ed ogni cliché. Gioca su più toni e generi in equilibrio costante fra Commedia dei Costumi, riflessione graffiante sul denaro e sul potere, ed analisi dei rapporti umani fra ricchissimi mantenendo sempre quel tocco molto francese di leggerezza che prevale sugli elementi seri. Ovviamente il ritmo è elevato, i dialoghi sono briosi, rifiniti e ricchi di sottotesti. Gli interpreti poi rendono vivo e vero il film. La Huppert è sublime in un gioco di sfumature fra intensità e distacco, autorità ed ingenuità. Lafitte è istrionico, provocante e seduttore. Attorno a loro un cast di supporto validissimo.

La donna più ricca del mondo è senz’altro un bell’esempio di Commedia Francese. Ben diretta ed interpretata dall’inizio alla fine, combina eleganza, leggerezza e profondità, finezza d’analisi e humour graffiante. Un vero piacere vederla!

data di pubblicazione:16/04/2026


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