(Teatro Vascello – Roma, 7/11 ottobre 2026)
Giorgina Pi è tornata alla quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival con lo spettacolo Lemnos in scena al Teatro Vascello dal 7 all’11 ottobre, presentato in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e prodotto da Bluemotion.
Lemnos è una drammaturgia originale che rilegge il mito. Ulisse e il giovane Neottolemo tornano a all’isola di Lemnos, dove avevano abbandonato Filottete durante il viaggio verso Troia, per sottrargli con l’inganno l’arco, senza il quale la guerra di Troia non potrebbe essere vinta. Alla fine, però, la rivoluzione interiore di Neottolemo modificherà l’esito della storia.
Il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete, abbandonato a Lemnos dopo essere stato ferito da un serpente. Per tale motivo è lasciato sull’isola dai suoi compagni durante la spedizione verso Troia. Anni dopo i greci scoprono che solo il suo arco può garantire la vittoria e sono costretti a tornare a cercare colui che era stato espulso. Ulisse e il giovane Neottolemo tornano per sottrargli l’arco con l’inganno. Nasce parallelamente un racconto per immagini sui luoghi della Grecia, tra isole e paesaggi. attraversati da memorie politiche, in particolare l’isola di Makranysos, che è stato il luogo di deportazione durante la guerra civica civile greca. La stessa Lemnos, in realtà, è stata una delle tante isole di confino greche, a partire dal 1946 in poi fino agli anni 70, teatro di una storia crudele di campi di concentramento nel Mar Egeo che ben poco si conosce.
Giorgina P rovescia il mito e lo declina nel presente: Filottete diventa una donna, un omaggio alla poetessa e scrittrice Adrienne Rick che aveva fatto dell’eroe greco una figura capace di guardare il mondo dal margine del dolore, e per focalizzare il dramma dell’’esilio e del prezzo del dissenso.
Lemnos è la tragedia del confine, della solitudine, dell’invecchiamento, che allo stesso tempo difende strenuamente il pensiero, l’idea, la libertà. E ne nasce un atto politico, in forma di teatro, quel teatro che vive negli spazi sociali, nei luoghi occupati, che sono quei luoghi nei quali la regista è cresciuta e si è formata.
Lo spettacolo procede per immagini evocative e rarefatte in un’atmosfera mistica che esalta i singoli personaggi, tutti bravissimi: Gaia Insenga è un Filottete che incarna allo stesso tempo fragilità e tenacia; Alexia Sarantopoulou personifica un coro profondo e moderno; Aurora Peres raccorda i frammenti del racconto, Giampiero Judica impersona un Ulisse che rinnega la propria superbia mentre Gabriele Portoghese, racconta tutta l’ambiguità di Neottolemo che comunque saprà trarsi dall’inganno in cui non è né vittima né carnefice.
data di pubblicazione:13/10/2026
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