You Man-su lavora da oltre venticinque anni nel campo della carta e conduce una vita piuttosto agiata con la moglie Miri e i loro due figli. Dopo che una società americana ha acquistato la cartiera, ci sarà una drastica riduzione del personale e anche lui verrà licenziato senza preavviso. Il tenore della famiglia dovrà quindi drasticamente ridimensionarsi, eliminando ogni spesa ritenuta superflua, in attesa che si prospetti un’altra occasione di lavoro. Eventualità questa piuttosto remota data la crisi del settore…
No Other Choice, diretto dal regista e sceneggiatore sudcoreano Park Chan-wook, è stato presentato in concorso all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Dopo aver vinto il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes nel 2004, Park ha meritato il plauso da parte della critica internazionale ed è indicato oggi, a tutti gli effetti, tra i grandi protagonisti del cinema. Pur riconoscendogli un tocco squisitamente eclettico nei suoi numerosi film, questo suo ultimo lavoro sembra volersi adagiare sulla scia di un orientamento stilistico già delineato. Tutto ciò dopo l’indiscusso successo di Parasite, primo film sudcoreano a vincere la Palma d’oro e quattro Oscar, tra cui quello per il miglior film.
Traendo spunto dal Cacciatore di teste di Costa-Gavras, il film si presenta come una commedia molto cupa e introspettiva. Anche se poi il tutto viene mitigato da situazioni che più del tragico hanno il sapore del comico. Il protagonista, rimasto disoccupato, vedrà svanire ogni possibilità di trovare un nuovo lavoro e mettere a servizio la sua pluriennale esperienza nel settore della carta. Il materiale che lui supervisionava era frutto di un lavoro specializzato che ora non è minimamente preso in considerazione dai nuovi padroni della cartiera. Deriso nei vari tentativi di colloqui, tutti andati male, al povero You Man-su non rimane che escogitare un piano per eliminare eventuali e possibili concorrenti. Come si sul dire ad estremi mali occorrono estremi rimedi.
No Other Choice affronta il problema oggi molto discusso della concorrenza sleale, del doversi affermare disonestamente nel lavoro anche quando se ne possiedono le capacità. Proprio in una società che non rispetta la benché minima forma di etica professionale, ma tutto è rivolto al profitto senza esclusione di colpi. Il regista tratta un argomento molto attuale anche se si lascia andare a delle trovate un poco stravaganti, rese ancora ridicole dal modo di recitare. Ma questa è una prerogativa nel parlare e nel muoversi tipica dei suoi connazionali. Attori bravi caratterizzati da personalità forti e decise che fanno del film qualcosa di suggestivo che sicuramente catturerà l’attenzione dello spettatore. Una commedia quindi che critica la società di oggi, e lo fa con quel tratto caratteristico noir per far meglio comprendere la vita. Almeno quella di oggi ove niente si dà per scontato.
data di pubblicazione:01/01/2026
Scopri con un click il nostro voto: 






Come ben evidenziato dalla bella recensione si tratta di una magistrale rappresentazione della brutale competitività della società moderna in cui non ci sono vincitori ma solo vittime del consumismo esasperato.
Un film con un potente messaggio politico; una critica ad un sistema economico che calpesta le persone anche di grande valore senza scrupoli e, senza scrupoli, il protagonista reagisce per sopravvivere e difendere tutto quello che ha faticosamente costruito; uno sguardo feroce sulle conseguenze dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nel sistema produttivo,il tutto rappresentato cinematograficamente con grande ironia…bellissimi i golden retriver , anche loro uno status symbol e, infine, bellissima locandina che racconta il film