Dicevamo che è dopo le nomination che si delinea lo scenario reale per il vero rush finale e che è solo allora che il gioco si fa veramente duro e … può anche capitare allora che la pulce vinca sui grandi favoriti … Tutto come previsto! Nulla come previsto! Si sa che i voti dell’Academy spesso non tengono conto né delle graduatorie di merito formulate dalla Critica Internazionale né degli apprezzamenti del Pubblico nelle sale cinematografiche. Mai però come questa volta le valutazioni tecniche, razionali od emotive, le illusioni o le aspettative del cuore sono state così disattese. Questa 94ma edizione degli Oscar attenta alla necessità dell’Industria Cinematografica di recuperare consensi di pubblico dopo i devastanti effetti della Pandemia si è difatti, più che mai, appiattita sul politically correct dando un contentino a tutte le sensibilità.

Quindi … più che un premiare la qualità è stato un voler premiare le opportunità!

Ecco allora che Miglior Film risulta CODA di Sian Heder, piccolo film indipendente che è solo il remake americano del fortunatissimo film francese del 2014 La famiglia Bélier. Un film delicato che tocca i sentimenti, un feeling good movie … Il solo riproporre con sensibilità la storia della giovane ragazza che aspira a cantare e della sua famiglia sordomuta può però far vincere anche l’Oscar per Migliore Attore Non Protagonista e quello per la Migliore Sceneggiatura Non Originale! Addirittura tre Oscar! Troppa grazia! Rivedetevi l’originale francese!

Delle sue 12 nomination, quello che era il vero grande preferito, il western anomalo e psicologico di Jane Campion: Il Potere del Cane si aggiudica solo il premio per la Migliore Regia, mentre lo spettacolare Dune con ben 10 nomination altrettanto qualificanti si merita invece solo 6 “Premi Minori”, premi prettamente tecnici. L’accreditatissimo, tenero ed autoriale Belfast di Branagh con 7 candidature si prende la sola statuetta per la Migliore Sceneggiatura Originale e … il grande sconfitto, lo Spielberg del bel remake di West Side Story con 7 candidature anche lui, porta a casa solo quella per la Migliore Attrice Non Protagonista.

Il resto delle candidature? Il resto è silenzio! Ma allora che senso hanno le nomination?

Le nuove regole hanno generato un eccesso di candidature, un’inflazione di nomination che può probabilmente tornar molto buona per promuovere la distribuzione di più film nelle sale ma di certo non giova nella definizione della pari qualità della rosa finale e poi dei premiati.

Jessica Chastain ha meritatamente ottenuto il premio come Miglior Attrice per la sua esuberante ma buona interpretazione de Gli occhi di Tammy Faye e così anche Will Smith quello di Migliore Attore per il volitivo padre delle sorelle Williams ne Una Famiglia Vincente.

Quanto poi al Miglior film Straniero, purtroppo per il Cinema Italiano, il film di Sorrentino non ce l’ha fatta, e … senza l’aiuto della mano di Dio, l’Oscar è stato assegnato al profondo e sensibile film giapponese Drive my Car, di sicuro il più favorito che, d’altra parte, concorreva anche per la Migliore Regia ed il Miglior Film.

Le altre presenze italiane per i costumi di Cyrano e per il piccolo film d’animazione Luca non hanno avuto la giusta fortuna.

Oscar 2022, un’edizione da non ricordare fra le migliori. Con dei film premiati che non verranno di certo ricordati o che non hanno assolutamente meriti superiori agli altri concorrenti. Verrebbe da farsi qualche domanda provocatoria, ma limitiamoci solo a segnalare: che con L’Oscar a Jane Campion sono arrivate a ben tre le registe donna premiate; che non c’è stato il previsto trionfo di Netflix; che a 60 anni di distanza West Side Story porta a vincere lo stesso ruolo di attrice non protagonista, e che CODA a fine Gennaio non era stato giudicato idoneo per uscire in sala ma solo in DVD!!

data di pubblicazione:28/03/2022

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