(Firenze, Palazzo Strozzi-20 settembre 2014-25 gennaio 2015)

In collaborazione con il Museo Nacional Centro deArte Reina Sofìa di Madrid, Palazzo Strozzi ci presenta fino al 25 gennaio 2015 una mostra tutta dedicata a Pablo Picasso ed al suo rapporto con altri pittori spagnoli contemporanei, ben noti anche da noi, quali Joan Mirò, Salvador Dalì, Gris, Julio Gonzàlez, Antoni Tàpies ed altri.

Le tematiche proposte dagli artisti  che emergono da circa 90 quadri e disegni in esposizione, sono varie e abbracciano il periodo che inizia nel 1910 e termina con i primi anni sessanta,  ancora sotto la dittatura franchista, inserendosi quindi in un contesto storico-politico molto drammatico e travagliato per la Spagna.

E’ proprio con riferimento alla guerra civile spagnola e al drammatico bombardamento della città di Guernica (che porterà poi alla vittoria del regime nazionalista di Franco) che Picasso realizza l’opera forse più drammaticamente rappresentativa delle tensioni e contraddizioni del secolo:  la ferocia  della Storia e le drammatiche vicende, di cui l’uomo è vittima e protagonista,  travolgono e cancellano qualunque codice di riferimento precedente sia  etico che estetico … la crisi della Storia e il buio della ragione in cui precipita si traducono  quindi, per un artista  universale come Picasso, in crisi del linguaggio e nel buio di ogni possibile rappresentazione …

È da questo deserto bruciato dal fuoco dei bombardamenti fascisti che diventa necessario rigenerare il senso e il valore di un nuovo linguaggio che, sovvertendo i canoni estetici di riferimento, si  affermi come espressione di una definitiva frattura tra l‘Uomo e la Storia:  una rappresentazione che sia la negazione di quanto fin allora affermato attraverso la pittura commemorativa: in questo senso, pur non proponendo la visione dell’opera definitiva originale, la mostra offre l’opportunità di esaminare tutta una serie di disegni e dipinti preparatori che testimoniano esaurientemente il convulso travaglio dell’artista, in questa disperata quanto appassionata ricerca di un immagine “nuova”, di un immagine “altra” . 

Le macerie di Guernica dunque, sono anche le macerie del quadro cosiddetto “di Storia”, in cui colore, prospettiva, rappresentazione naturalistica, sono annientati dal vuoto prodotto dalla follia umana,  stabilendo una definitiva distanza dal passato e ponendosi come manifesto della pittura del nuovo secolo. L’esposizione universale del 1937 fu infatti teatro del suo sbalorditivo debutto (AdM).

Non penso sia il caso di soffermarsi a sottolineare ulteriormente  l’importanza di questa opera che ha sicuramente rivoluzionato l’arte figurativa del novecento, ma certamente si rimane colpiti dall’atteggiamento di totale opposizione all’ideologia fascista, allora dilagante, con il quale l’artista affronta il soggetto.

Picasso afferma inoltre che non esiste alla base di un dipinto  una idea definitiva e “a priori”, ma l’opera piuttosto subisce tutta una serie di trasformazioni a partire da un’idea in divenire, che dal suo concepimento l’accompagna fino alla definitiva  realizzazione e prosegue, in un processo di continuo cambiamento, attraverso lo sguardo mutevole ed il peculiare stato d’animo dell’osservatore.

Spostando lo sguardo altrove, questa tesi la riscontriamo anche nelle altre sezioni della mostra ed in particolare in quella che comprende alcuni dipinti di donne, iniziando proprio dal lavoro del 1963: Il pittore e la modella.

Le donne sono un tema costante nella vita dell’artista e non solo come soggetto fonte di ispirazione ma come fulcro vitale  della  sua vita  privata  e creativa,  fino alla sua morte.

Il soggetto femminile è un universo  mutevole e inafferrabile da esplorare con ossessiva e divorante curiosità, con maniacale ripetitività; una forma archetipica centrale al suo immaginario  che di volta in volta assume le forme o i tratti delle donne che accompagnano la sua vita sentimentale o che alimentano i sui appetiti sessuali: immagine arcaica, ma anche compagna carnale e lasciva, spesso rappresentata in abbandoni erotici che rasentano il pornografico.

Sotto diversa prospettiva è il ritratto di Dora Maar, una delle tante donne di Picasso, amante dell’artista tra la fine degli anni trenta e l’inizio degli anni quaranta, fotografa che ha dettagliatamente documentato la realizzazione di Guernica.

In questo dipinto dalle tinte forti si rimane colpiti dall’intensità dell’espressione della donna ritratta che lascia intravedere il variegato ed incostante mondo dell’artista ed il suo differente atteggiamento verso la vita e soprattutto verso l’amore.

Da non sottovalutare infine le opere degli altri pittori spagnoli in mostra che, nel solco tracciato da Picasso, hanno a loro volta contraddistinto, attraverso un personale percorso di vita e di ricerca, altri aspetti della  modernità, nonostante o forse proprio in virtù del fatto di aver vissuto in un drammatico contesto come quello a cui abbiamo fatto riferimento sopra.

La mostra di Palazzo Strozzi offre pertanto al visitatore un percorso artistico ricco e affascinante e fa comprendere come questi artisti, iniziando appunto  da Picasso, abbiano  veramente rivoluzionato il concetto di forme e di bellezza che ha  caratterizzato il  XX secolo.

 data di pubblicazione 12/12/2014

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