(Teatro Cometa Off – Roma, 15/21 gennaio 2018)

Alda Merini è mito, è la quintessenza della poesia in Italia. È donna che travalica i confini nazionali e ora si incarna anche su una scena teatrale grazie allo spettacolo in scena alla Cometa Off intitolato Dio arriverà all’alba per il testo e la regia di Antonio Nobili e la sinergia intelligente con altre componenti che rispondono ai nomi di Antonella Petrone (interprete), Paolo Marzo (colonna sonora) e Patrizia Masi, tramite come conoscente della poetessa. Non si tratta di un reading, non si tratta di un’agiografia letteraria ma di un racconto teatrale vero e proprio. Un professore universitario telefona alla sua amica Alda Merini presentandole un giovane talentuoso che si sta occupando di ricerche sulla poesia contemporanea e ha bisogno di testimonianze di prima mano. L’impatto tra i due fa nascere dialoghi, contraddizioni, scoperte e cadute facendoli addentrare in un meccanismo di riconoscimento e/o spaesamento, assolutamente proficuo per la resa sul palcoscenico. Inevitabilmente emerge il conflittuale vissuto della Merini, un’esistenza in cui dramma e ironia si fondono in maniera incandescente. L’operazione di Nobili è multimediale perché, contemporaneamente, è uscito un libro dal titolo omologo a quello dello spettacolo. Un lavoro di scandaglio profondo, rispettosamente didattico ma non assolutamente didascalico. E la poetessa non è solo in scena perché accompagnata da un ricco contorno di deuteroagonisti che ne precisano intenzione e carattere in un raffinato gioco teatrale. Gioventù e vecchiaia, i due aspetti anagrafici della vita, a volte collidono, a volte si scontrano in un climax di forte impatto emozionale.

data di pubblicazione:18/01/2018


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