SLAM – TUTTO PER UNA RAGAZZA di Andrea Molaioli, 2017

Un ragazzo di sedici anni, il suo skateboard, l’amore per una ragazza, le responsabilità cui neppure gli adulti sembrano in grado di assolvere. Riusciranno i nostri eroi a vivere la realtà senza rinunciare ai propri sogni?

Sam (Ludovico Tersigni) ha sedici anni e la voglia di vivere in simbiosi con il suo skateboard. Quando però incontra Alice (Barbara Ramella), scende dalla tavola per perdersi nel labirinto dell’amore adolescenziale, quello che ti infiamma e poi ti gela con la stessa impietosa repentinità. Alice resta incinta e Sam sembra destinato a perpetuare la storia della famiglia dalla quale proviene: sua madre (Jasmine Trinca), infatti, ha trentadue anni e non perde occasione per ricordare a sé stessa e a chi le sta accanto quanto le abbia sconvolto la vita una gravidanza così precoce. Il papà di Sam (Luca Marinelli, attualmente in sala con Il padre d’Italia), poi, non è esattamente un modello da prendere come riferimento e l’unico consiglio che può dare al figlio è quello di fuggire dalle sue responsabilità, proprio come aveva scelto di fare lui sedici anni prima.

Sam e Alice riusciranno a trovare, a loro modo, un equilibrio, fuori dall’ideale di una famiglia e di una storia d’amore perfette, ma forse con maggiore solidità di quella che i rispettivi genitori sono stati in grado di assicurare loro.

Il cinema italiano più recente sembra aver riscoperto il gusto per le storie ispirate dal mondo adolescenziale: Piuma, L’estate addosso e, tra poco nelle sale, Non è un paese per giovani.

Slam, tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby e diretto da Andrea Molaioli (La ragazza del lago, Il gioiellino) è indubbiamente animato dalle migliori intenzioni, specie per evitare di inciampare nello stereotipo che, per pellicole di questo tipo, è sempre in agguato. La cifra narrativa si caratterizza per una continua oscillazione tra realtà e sogno. Sam intrattiene un costante dialogo ideale con Tony Hawk, il più famoso skater della storia, la cui voce originale interviene e a scandire le fasi più significative della storia. Alla stessa cifra narrativa appartengono anche i “salti temporali” del racconto, che sovrappongono le coordinate spazio-temporali e cercano di condurre lo spettatore nel sogno ad occhi aperti di Sam.

L’impressione complessiva, tuttavia, è quella di un film che perde la sua identità nel momento in cui decide di avere tante (troppe): non è un teen movie, ma non è neppure altro. Nonostante il solidissimo cast sul quale si poggia, Slam perde di incisività nella parte centrale, quando il connubio tra realtà e finzione non riesce a realizzarsi pienamente. Il film di Molaioli resta però un esperimento interessante, che strizza l’occhio più a un pubblico di genitori che di figli.

data di pubblicazione: 23/03/2017


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