(Teatro Eliseo – Roma, 06 / 18 marzo 2018)

Ventisei anni dopo il debutto al cinema di Parenti Serpenti di Mario Monicelli, Luciano Melchionna riporta la nota commedia sul palco vibrante del teatro. Nei mitici panni del “patriarca” Saverio che furono di Paolo Panelli l’irresistibile Lello Arena affiancato dalla bravissima Giorgia Trasselli nel ruolo della moglie Trieste.

E’ Natale e come ogni anno Saverio e Trieste stanno per accogliere nella loro casa in Abbruzzo i loro 4 figli. E’ un momento topico perché i due anziani genitori attendono le vacanze natalizie per poter finalmente trascorrere qualche giorno con gli amati figli che ormai da anni hanno “spiccato il volo” verso le loro vite, le loro nuove famiglie, verso una non ben chiara “libertà”, lasciando il paesino di origine e il nido in cui sono stati cresciuti con qualche coccola di troppo di mamma Trieste. Non appena la famiglia si riunisce al completo – ad eccezione di due nipoti – son subito scintille! Saverio, integerrimo carabiniere in pensione innesca continui giochi di parole, strepiti, sfoggia assurde e rudimentali invenzioni realizzate a mano ma non è del tutto chiaro se gli attacchi di demenza senile che colorano e scompigliano la cena della Vigilia e le giornate seguenti siano reali oppure una maschera mediante la quale l’anziano e lungimirante genitore vuole togliersi qualche sassolino con il genero Michele, la nuora modenese Gina e ovviamente con i 4 figli Alfredo, Milena, Lina e Alessandro. Questi ultimi ce la mettono tutta per apparire sereni, realizzati davanti ai loro cari, ma le piccole crepe delle loro vite, le fragilità, la depressione, i fallimenti, che inizialmente si “affacciavano” timidamente come reazione a un discorso, a una battuta o un ricordo della loro infanzia, finiscono con emergere violentemente – ma rigorosamente lontano dagli occhi e le orecchie dei loro genitori per tenerli al riparo da dolorose verità – quando devono decidere come esaudire la richiesta che Saverio e Trieste gli hanno comunicato durante il pranzo di Natale: uno di loro, dalla primavera, dovrà prendersi cura dei due genitori accogliendoli in casa per accudirli nel loro ultimo tratto di vita. I quattro fratelli come usciranno da questo banco di prova che deflagra come un massacro di spietato cinismo, rancore, gelosie represse per anni, dove l’uno ferisce l’altra senza risparmiar alcun tiro mancino? Il “fanciullino” dallo sguardo dolce e disincantato di Saverio/Lello Arena da, poi, voce “fuori campo” a piccole riflessioni/analisi inesorabilmente vere ed amare su un ritratto dell’uomo e della società che, attraverso momenti ludici, puerili e comici, commuove lo spettatore fino al gelo, con un pizzico di pelle d’oca, nel gran finale, quando la trasformazione/deformazione dei parenti in serpenti disumani raggiunge l’apice. Luciano Melchionna – regista poliedrico, ironico, cinico e sensibile “scrutatore” dell’animo umano che da anni porta con successo nei teatri, e non solo, Dignità autonome di prostituzione, spettacolo rivoluzionario e rivelatore di tante sfaccettature e lati oscuri dell’uomo moderno – ha saputo allestire in teatro una versione di Parenti Serpenti davvero toccante, una sorta di presepe decadente, bizzarro e a tratti malvagio, che con la complicità di attori bravissimi e dell’istrionico mattatore Lello Arena, eguaglia egregiamente lo spirito, la vis comica e il grottesco della commedia di Monicelli. Da non perdere!

data di pubblicazione:07/02/2018

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