Una villa immersa in un bosco, in una località indecifrabile, peraltro avulsa dal contesto storico e sociale odierno. Una madre, instabile e protettiva (interpretata da Mariella Valentini), e suo figlio Norman (interpretato da Gabriele Lazzaro), trentenne problematico ed introverso, vivono un rapporto morboso, disturbato, ossessivo e, per come la narrazione si sviluppa, pericoloso e drammatico per entrambi.

Prodotto, in maniera totalmente indipendente, dallo stesso protagonista maschile, Gabriele Lazzaro, e presentato in anteprima al ristorante “Il Margutta” di Roma, domenica 27 settembre 2015, Normality si inserisce nel solco di una manifestazione artistica e sociale che lo storico ristorante vegetariano della Capitale sta dedicando alla follia umana.

Normality è un cortometraggio intenso ed avvincente, dal ritmo incalzante (complice la regia nervosa di Tagliabue, che accresce gli effetti in termini di tensione) e con momenti riflessivi preceduti e seguiti da accelerazioni improvvise. Di particolare pregio sono alcune inquadrature (dai primi piani di bocche ed arti, alla sequenza ripresa dalle spalle di una fiamma ardente) ed alcuni dialoghi tra i protagonisti (il litigio tra Norman e la sua psicanalista su tutti). Da segnalare altresì il pregevole contributo dato a Normality da Grazia Di Michele, con l’interpretazione della sua nota canzone “Il tempio”, qui con un nuovo arrangiamento.

Chiusura sulla regia: esperta e sicura, nonostante provenga da un giovanissimo artista (25 anni d’età), peraltro già autore di interessanti cortometraggi (che si consiglia di recuperare).

data di pubblicazione 29/09/2015

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