È troppo triste rendersi conto che la vita assomiglia al gioco degli scacchi, in cui basta una mossa falsa a farci perdere la partita, con l’aggravante che, nella vita, non possiamo nemmeno contare su di una possibilità di rivincita”. Con la citazione di Sigmund Freud si chiude La seconda mossa, nuovo cortometraggio di Nicolò Tagliabue, autore anche dello script, la cui trama ruota intorno ad una surreale partita a scacchi, in un contesto che pare immutato dal tempo e con un solo giocatore, il protagonista, o forse no.

Nell’equiparare la vita al gioco, in cui le scelte sono le mosse che producono effetti e conseguenze imponderabili, dalle quali è impossibile tornare indietro, l’autore fa riflettere lo spettatore e, al contempo, rende possibile l’immedesimazione nel protagonista, nelle sue paure, angosce e delusioni. La malinconia è tangibile, al pari del pessimismo (assolutamente razionale e condivisibile), accompagnata da una sinfonia che si rinnova lungo l’intera narrazione, con passo talvolta leggero, talvolta grave.

Da un punto di vista tecnico, la fotografia è pregevole, la regia solida e sicura. La seconda mossa è destinato ad un vasto circuito festivaliero, a livello internazionale, dove, a parare di chi scrive, sarà oggetto di interesse ed apprezzamento.

data di pubblicazione:26/01/2016

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