LA VITA POSSIBILE di Ivano De Matteo, 2016

Di : T. Pica

24 Set 2016 | Accredito Cinema, cinema

Lo sguardo attento alle vicissitudini familiari di Ivano De Matteo porta sul grande schermo due grandi attrici italiane come Margherita Buy (Anna) e Valeria Golino (Carla) per parlare di una “famiglia” segnata dalle violenze domestiche.


La vita possibile muove dall’ennesimo episodio di aggressione su una donna, Anna, da parte del marito sotto gli occhi del figlio tredicenne (Valerio interpretato da Andrea Pittorino). L’episodio di violenza sulle donne che si consuma tra le pareti domestiche è fugace, rimane marginale per lasciare spazio alla “fuga” verso una possibile vita migliore. Anna e Valerio si rifugiano da Carla, un’amica storica di Anna che vive a Torino dove – grazie al sostegno economico dei genitori – si concede il lusso del difficile mestiere di attrice di teatro di nicchia.

A Torino le solitudini di Anna e di suo figlio si intrecciano con la solitudine di Carla – single dagli occhi sognanti e dai buffi atteggiamenti leggeri di un’adolescente -, di Mathieu (Bruno Tedeschini) – ex calciatore francese che gestisce una locanda sotto casa di Carla e Anna, vittima anche lui di un episodio che lo ha segnato -, e di Larissa (Caterina Shulha) – una giovane prostituta -. In una sequenza di scene che talvolta appaiono disorganiche, la storia della ricerca di un riscatto tocca fugacemente alcuni drammi dei nostri tempi difficili: la difficoltà per chi ormai non è giovanissimo a trovare un lavoro e la disperazione e la forza di una madre sola che, costretta ricominciare da zero una nuova vita, accetterà un lavoro durissimo, i traumi psicologici dei minori vittime anche solo di riflesso di violenza psicologica e fisica, la troppo frequente inidoneità delle misure e delle azioni penali a tutela delle donne vittime di violenza, il pregiudizio nei confronti dello “straniero”.

Tutti temi importanti e delicati che però sono toccati in modo superficiale perché nessuna di queste tematiche emerge in modo chiaro o viene adeguatamente messa in luce, tutte rimangono velate, marginali. Maggiore spazio viene, invece, dato all’innamoramento del tredicenne Valerio per la giovane prostituta ventenne che attende i suoi clienti al parco vicino casa: due solitudini che si incontrano per poi perdersi senza alcuna sorta di redenzione o rinascita nè dell’uno, né dell’altro. Infatti, il vero deus ex machina della storia, che consente una riappacificazione tra madre e figlio, separati dalla rabbia e dal malessere interiore del minore, che aiuta Valerio ad ambientarsi a Torino ed Anna ad aver fiducia negli uomini è Mathieu, il quale chissà, forse, sarà accanto ad Anna per questa sua nuova Vita Possibile. Sempre impeccabile l’interpretazione di Margherita Buy, con i suoi occhi profondi e liquidi, e perfetta, dai gesti fino ai costumi, Valeria Golino nel suo personaggio naïf. Se invece l’interpretazione del bambino, il personaggio di Valerio, non convince – se non per la forte somiglianza con Anna (Margherita Buy) – meritano la scenografia, la fotografia (bellissima la scena finale della mongolfiera giallo pastello nel cielo di Torino) e le musiche di Francesco Cerasi.

data di pubblicazione: 24/9/2016


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1 commento

  1. Ho visto il film e concordo sulla leggerezza con cui sono stati trattati alcuni argomenti, ma trovo che sia voluta dal regista che li sorvola come la mongolfiera sul finale. De Matteo si concentra di più sui caratteri delle persone, su come ognuno elabora il proprio “lutto”, e non indugia troppo sulla tristezza degli eventi: li da per scontati, non bisogna necessariamente mostrarli o tornarci sopra.. E’ chiaro che laddove c’è violenza (e nel film di casi ce ne sono di diverso genere, anche se alcuni solo immaginati) c’è anche dolore, ferite, e lutti da elaborare. Il regista li accenna solo, con poche scene e non troppo “cruente”, il resto lo vediamo nella reazione dei personaggi che li filtrano attraverso il loro vissuto. Il cast lo trovo equilibrato, tutti molto bravi compreso il giovane attore quattordicenne Andrea Pittorino. Il passaggio da Roma a Torino poi è perfetto per “ricominciare” a vivere, per darsi una possibilità: un cambiamento radicale che si porta dietro difficoltà e scoperte al tempo stesso. Anche interessante l’ambientazione in una parte di Torino poco conosciuta ai più : quella del mercato di Porta Palazzo.

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