È una storia che assomiglia ad una favola, purtroppo senza lieto fine, quella raccontata da Walter Veltroni nel suo ultimo film documentario sulla vita, troppo breve, di Paolo Rossi che durante i mondiali in Spagna del 1982 si conferma capocannoniere imprimendosi nel cuore degli italiani come Pablito.

Una carriera costellata di battute di arresto, cadute e rinascite, con una lunga squalifica dai campi di calcio per le ingiuste accuse del calcioscommesse ed un ritorno da campione, grazie anche alla stima di Enzo Bearzot che, senza curarsi delle critiche che avvolsero la sua nazionale di Spagna, lo volle con sé scrivendo una pagina di storia calcistica che verrà sempre ricordata come un evento inaspettato e tanto bello. Esce momentaneamente per soli tre giorni nelle sale, prodotto da Palomar in collaborazione con Vision Distribution e Sky, È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito, un film documentario che ripercorre carriera e vita del campione prematuramente scomparso due anni fa all’età di 64 anni. Walter Veltroni, nella sua “seconda vita”, ci ha abituati a docufilm di grande sensibilità, ad iniziare da Quando c’era Berlinguer del 2014, a I bambini sanno del 2015 sino al film C’è tempo del 2019 con Stefano Fresi; questa volta però sembra aver perso il suo smalto nel raccontare una storia che assomiglia molto ad un documentario senza tuttavia avere in sé la magia del film, non riuscendo a restituirci una immagine privata di questo grande campione molto diversa da quella che già conoscevamo, non aggiungendo dunque molto altro a quella persona semplice ed allegra che è stata Paolo Rossi.

In È stato tutto bello c’è sicuramente molto di quel Paolino del sottotitolo attraverso i racconti commossi del fratello maggiore Rossano, come c’è moltissimo di quel Pablito attraverso le sue gesta ricordate con molti filmati di repertorio e con la testimonianza amichevole di Marco Tardelli e Antonio Cabrini; manca purtroppo l’uomo, quella parte intima che ci saremmo aspettati e che il titolo stesso ci ha evocato in quel passaggio da bambino a personaggio pubblico di successo. Non bastano i racconti degli ultimi momenti attraverso le brevi interviste alla moglie ed alle figliolette a restituirci la sua essenza: la sofferenza degli ultimi momenti attraverso brevi filmati privati non aggiunge nulla a ciò che realmente colpisce e rimane, che è il suo sorriso, e non solo nell’esultazione per i gol segnati ma anche attraverso le interviste e le molte apparizioni televisive. Forse è proprio l’immagine di quel Paolino all’apparenza gracile, di umile famiglia, che ce l’ha fatta a diventare meritatamente famoso, è ciò che ci rimane di questo film documentario, che non è riuscito perfettamente a coniugare la gioia e il dolore, il sacrificio con il trionfo, tutti ingredienti che hanno caratterizzato la vita di questo grande campione.

data di pubblicazione:20/09/2022


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