ROMA ORE 11 di Elio Petri, compagnia Mitipretese

28 Apr 2018 | Accredito Teatro

(Teatro Vascello – Roma, 23/26 aprile 2018)

A distanza di dieci anni dal debutto, il Teatro Vascello in collaborazione con il Teatro Stabile di Brescia ospita i primi tre lavori della compagnia Mitipretese, composta da quattro bravissime attrici, Sandra Toffolati, Mariàngeles Torres, Manuela Mandracchia e Alvia Reale, tratti dal loro repertorio: Roma ore 11, Troiane, Festa di famiglia. Tre spettacoli che identificano le scelte e le tematiche affrontate in chiave di interpreti, scenaggiatrici e registe, dall’inchiesta sul lavoro, agli orrori della guerra, alle violenze all’interno della famiglia, secondo una visione al femminile fatta di complicità e di un vissuto comune.

Signorina giovane, intelligente, volenterosissima, attiva, conoscenza dattilografia, miti pretese, per primo impiego cercasi”. Un fatto di cronaca del 1951, una inserzione per un posto di dattilografa a Roma al quale si presentano duecento ragazze con la scala della palazzina di Via Savoia, luogo della selezione, che crolla per il troppo peso, provocando la morte di una di loro ed il ferimento di altre settantasette costrette al ricovero in ospedale ed a una degenza alla fine pagata di tasca propria. Elio Petri fece un’inchiesta preparatoria alla sceneggiatura del film che De Santis realizzò di li a poco, film molto bistrattato per la realtà scottante che proponeva. La pellicola, infatti, fu esclusa dal Festival del Cinema d Venezia.

Da tutto ciò prende spunto Roma ore 11, Premio ETI Olimpici del Teatro 2008 come spettacolo d’innovazione, l’adattamento teatrale proposto da Mitipretese attraverso una regia a otto mani che racconta le storie di quelle ragazze, dei soprusi subiti, del lavoro che manca, ma più in generale di povertà, di morti bianche, di speranze disilluse, di un passato così tanto presente. Un reportage giornalistico, una cronaca cruda e colorata, un affresco della vita delle ragazze italiane degli anni Cinquanta che scorre secondo un piano sequenza fatto di mille personaggi, di piccole donne e delle loro famiglie, di portieri, nonne, suore e fattucchiere, di piccoli sogni e speranze, di miseria e volontà, di una giovane Italia in ricostruzione ma in fermento.

Lo straordinario alternarsi delle quattro interpreti viaggia con emozione e leggerezza tra lenzuola bianche distese alternato ad un cha cha cha rivisitato e a canzoni popolari, con un linguaggio vivo e sentito, mai banale. Sono i volti dell’Italia del dopoguerra, della disoccupazione, del boom edilizio, dei datori di lavoro e delle segretarie.

È uno spaccato solo apparentemente lontano dall’Italia di oggi e dei suoi falsi miti e con i suoi grandi problemi di occupazione. A distanza di 67 anni dall’inchiesta di Elio Petri e di dieci anni dal debutto dello spettacolo, queste quattro donne hanno il grandissimo merito di riproporre e rendere ancora più vivi gli intenti e sentimenti, una concreta presa di coscienza della condizione sociale e psicologica della donna, ancora più attuale oggi, senza alcuna retorica ma bensì con un forte messaggio di vitalità. E i loro volti ed i loro sorrisi ci illuminano.

data di pubblicazione:28/04/2018


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