Undine è impiegata come guida presso un importante museo di Berlino e il suo lavoro consiste nell’illustrare ai turisti lo sviluppo urbano della città, a partire dalla sua fondazione e fino ai giorni nostri. Quando il suo fidanzato Johannes le comunica che si è innamorato di un’altra e sta per lasciarla, la ragazza risponde con la minaccia che, se verrà abbandonata, non esiterà ad ucciderlo.

 

Christian Petzold è un regista e sceneggiatore tedesco: ha alle spalle un discreto curriculum come cineasta ed è abbastanza noto anche nel nostro Paese, specie dopo che nel 2008 si distinse alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con Jerichow. Nel 2012 vinse a Berlino l’Orso d’Argento per la miglior regia con il lungometraggio Barbara, mentre nell’ultima edizione della Berlinale ha presentato in concorso Undine ,di cui ne ha curato anche la sceneggiatura.

Il film trova ispirazione nel mito prettamente classico della ninfa Ondina, creatura leggendaria, acquatica e di natura normalmente benevola, incline a cambiare d’umore, divenendo implacabile, se tradita o umiliata. Questo è anche il caso della protagonista del film (Paula Beer, premiata per questo film con l’Orso d’Argento come migliore attrice), che una volta abbandonata dal suo ragazzo (Jacob Matschenz) dichiara apertamente che lo punirà con la morte. A distoglierla dal suo sciagurato intento appare inaspettatamente Christoph (Franz Rogowski): la ragazza sembra essere conquistata dal carattere mite e remissivo del giovane e tra i due inizia una relazione, semplice ma intensa.

Il film oscilla tra la fiaba e il thriller con elementi che via via ci portano al soprannaturale: quest’ultimo tratto non disturba affatto, anzi, sembra essenziale per catturare l’attenzione, contribuendo altresì a mostrare il talento del regista, che riesce a bilanciare i vari aspetti della storia, affrontando il rischio di raccontare una favola che trova fondamento nella mitologia greca. Il risultato ottenuto è sicuramente positivo e il film si lascia seguire con interesse, grazie anche ad interpreti d’eccezione.

Al di là di qualche piccola lungaggine, ci troviamo di fronte a un lavoro sicuramente ben confezionato, che segue una trama con un tocco di fiabesco sentimentalismo che tutto sommato non guasta, anche perché, in fondo, la storia raccontata trova fondamento nella reale vita quotidiana, fatta di amori che nascono per poi inevitabilmente morire.

data di pubblicazione:14/10/2020


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