(Teatro Quirino – Roma, 24 settembre/3 ottobre 2021)

Il Teatro Quirino riapre le porte al pubblico con un prologo di 8 spettacoli in attesa della nuova stagione che riprenderà a novembre. Lorenzo Gleijeses è Gregorio Samsa, un artista della danza tormentato nella ricerca della perfezione, incastrato nelle sue più nascoste ossessioni.

 

Frutto di un complesso lavoro iniziato diversi anni fa a Hostelbro in Danimarca, lo spettacolo di Lorenzo Gleijeses e Mirto Baliani – entrambi figli d’arte – è cresciuto giovando del contributo creativo dei due massimi rappresentanti dell’Odin Teatret, Julia Varley e Eugenio Barba, quest’ultimo alla sua prima regia fuori dalla celebre compagnia da lui fondata.

Gregorio Samsa, il cui nome richiama chiaramente il personaggio della Metaforfosi di Kafka, è un danzatore di quarant’anni impegnato nelle prove di uno spettacolo che a breve avrà il suo debutto. Trascorre le giornate ripetendo instancabilmente i movimenti che daranno vita a una danza delirante di cui è il protagonista. Isolato volontariamente nel suo mondo creativo, interagisce con oggetti elettronici e suoni provenienti dall’esterno. Le voci che popolano la sua solitudine sono quelle del regista/maestro che lo guida nella fase creativa, del padre anche lui artista che lo spinge a mostrare i risultati, della fidanzata stanca di essere trattata con distacco e della psicologa a cui si rivolge per continuare la terapia di ricerca e conoscenza che lo assilla. Il confronto tra il mondo interiore del personaggio e questi interventi che piombano sulla scena dall’esterno, nella forma della voce fuoricampo, permette di fare chiarezza sull’idea che è alla base del lavoro. Ma anche le coordinate di spazio e tempo sono necessarie per comprendere la vicenda. Il pubblico viene fatto accomodare sul palcoscenico a pochi passi dal luogo dell’azione del performer. Questa condivisione dello spazio genera una trasmissione di energia che altrimenti sarebbe impossibile stando in platea. Le tavole del palco vibrano sotto i passi della danza e trasmettono quella sensazione di delirio e ossessione nella quale è incastrato il protagonista. La luce palpabile e emozionale di Mirto Baliani fa il resto. Ma lo spazio è anche mentale, il luogo dell’intimità dell’artista, sacrificato allo sguardo invasivo dello spettatore. Il tempo invece pare restringersi e allargarsi tra il ritmo serrato con cui Lorenzo Gleijeses ripete gli infiniti passi della sua danza e una quotidianità sempre uguale che non ha uno scopo se non l’infinito e l’irraggiungibile.

Lorenzo Gleijeses è pura energia pulsante, vitalità e tormento. Questo spettacolo è una prova di resistenza incredibile che richiede un immenso sforzo sia mentale che fisico, ma anche capacità di dialogo con la materia sonora e luminosa di cui è composto. Un ottimo lavoro per ricominciare una stagione, per riprendersi lo spazio dell’arte e del teatro.

data di pubblicazione:01/10/2021


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