Dopo Case di Vetro ed Il Regno delle Ombre, rispettivamente il 13° ed il 14° della serie delle inchieste dell’Ispettore Armand Gamache, Einaudi prosegue con la sua operazione editoriale volta a far affermare anche in Italia un’autrice da ben 6 milioni di copie, apprezzata e premiata in Canada e nei paesi anglofoni. Ecco quindi in libreria il suo ultimissimo libro, il 15° della serie. La “rincorsa” insolita e schizofrenica che partendo solo dagli ultimi tre romanzi, ha costretto i lettori italiani in dinamiche e situazioni in cui spesso si fatica a ricostruire le psicologie e le evoluzioni maturate nel tempo sia dei personaggi sia dei fatti narrati, privi come si è degli antefatti che l’autrice ha invece delineato di romanzo in romanzo nel corso dell’intera serie, si è conclusa!

Siamo finalmente arrivati all’”oggi” dell’Ispettore! Chissà se è scattato l’innamoramento fra il pubblico ed il protagonista?

Gamache è infatti un personaggio insolito. Come abbiamo già scritto è un uomo sui 60 anni, vecchio stampo anche se moderno, colto, attento ed attuale. Una forza tranquilla la cui bonomia è segnata da ben nascoste linee di tenebre che ne fanno un personaggio, scettico ma sensibile al tempo stesso, che più che l’azione segue la logica e che più che le armi preferisce usare la mente. Un uomo pieno di dubbi, di umanità e di umiltà, apparentemente freddo ma anche empatico, capace di far squadra con i suoi collaboratori. Questo è il suo fascino contraddittorio, può piacere oppure no!

Le sue inchieste sono sempre lontanissime dai polizieschi attuali che sono invece ritmati dal succedersi incessante di azione e colpi di scena, al contrario quel che prevale sono le psicologie dei vari personaggi, le emozioni, le suggestioni e le riflessioni esistenziali.

Questa nuova inchiesta è un polar di violenza coniugale, di situazioni climatiche e di situazioni personali e professionali difficili. Come al solito l’autrice utilizza elementi della realtà del suo Canada per definire la sua storia. Sotto la duplice pressione di esondazioni che incombono minacciose su tutto il Québec a causa del disgelo e di una tempesta mediatica volta a screditarlo professionalmente, il nostro Ispettore affronta il caso di una giovane donna in cinta che è scomparsa. Gamache non può impedirsi di identificarsi nel dramma di un padre che non ha saputo difendere la propria figlia da un marito violento ed alcolizzato. Al centro del racconto, come sempre, non è solo l’indagine ma anche l’idilliaco villaggio di Tre Pini e la vita stessa dei suoi abitanti, un pacifico microcosmo ove trovare rifugio nella cerchia di amici, in contrasto con il duro e violento mondo esterno, con la certezza di riuscire comunque a ristabilire l’ordine delle cose e a far giustizia … almeno … per qualche breve attimo.

Lo stile è scorrevole, la Penny lavora con mano lieve ed è capace, pur in un mix in cui le emozioni e le riflessioni prevalgono sull’azione, di mantenere costante la tensione narrativa fino alla fine, i suoi personaggi sono pieni di umanità e reali, con qualche sprazzo di humour per dare respiro al lettore. Tutto bene, ma … ma manca qualche cosa alla narrazione, come se la scrittrice applicasse di nuovo una ricetta vincente ed ampiamente collaudata senza aggiungervi un pizzico di novità, di originalità e di piccante che avrebbe potuto rendere più gradito l’impasto.

Certo dopo 15 volumi è ben difficile evitare di fare surf sull’onda dei propri successi precedenti e si procede quindi nella continuità, al solito “ritmo di … valzer lento” e con qualche elemento esistenziale su cui si può, volendolo, anche riflettere.

data di pubblicazione:27/11/2020

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