Tre piani di una palazzina nel Quartiere Prati di Roma, tre storie familiari che vengono scosse dal loro abituale “torpore” da una deflagrazione notturna, tre donne che dovranno decidere della loro vita: Nanni Moretti ci pone di fronte all’importanza di operare delle scelte, a volte dolorose ma necessarie. Un inno all’assunzione delle proprie responsabilità per costruire un nuovo assetto di crescita individuale.

 

 Al terzo piano di una palazzina vive una coppia di giudici, Vittorio (Nanni Moretti) e Dora (Margherita Buy); una notte vengono svegliati dal rumore causato da un brutto incidente: Andrea (Alessandro Sperduti), il loro figlio ventenne, rientrando a casa in macchina a forte velocità investe ed uccide una donna, per poi schiantarsi contro una parete in vetrocemento di un locale-studio al piano terra del suo stesso palazzo, sotto gli occhi increduli dei proprietari Lucio (Riccardo Scamarcio) e Sara (Elena Lietti) e della loro bambina. Lucio e Sara vivono al primo piano di quella stessa palazzina, lavorano entrambi e sovente affidano la loro figlioletta Francesca a Giovanna e Renato, una coppia di anziani (Anna Buonaiuto e Paolo Graziosi) che hanno un appartamento sullo stesso pianerottolo. Al secondo piano invece vive Monica (Alba Rohrwacher) ed anche lei quella notte assiste all’incidente: è sola perché suo marito Giorgio (Adriano Giannini ) come spesso accade è all’estero per lavoro; la donna, in procinto di partorire la sua prima figlia Beatrice, sta aspettando un taxi che la porti in ospedale proprio nel momento in cui Andrea a tutta velocità travolge la passante e sfonda con la sua auto lo studio di Lucio e Sara. Quell’incidente rappresenterà un evento che scombinerà tassello dopo tassello l’apparente equilibrio di queste tre coppie e tutte, da quel momento, prenderanno lentamente consapevolezza della propria infelicità.

Moretti tratteggia, con uno stile registico scarno, tre coppie infelici ma che sembrano non sapere di possedere la possibilità di scegliere per cambiare lo stato delle cose e trasforma in immagini tre storie intime, riscrivendo con Federica Pontremoli e Valia Santella, le vicende narrate nell’omonimo libro di Eshkol Nevo, trasferendo l’adattamento cinematografico da Tel Aviv a Roma.

Tre piani è uno schiaffo in pieno viso, che genera sgomento perché Moretti maneggia la storia in maniera diretta ed asciutta, senza alcun accenno a quell’ironia a cui ci ha da sempre abituati. Le figure maschili sembrano essere più a fuoco nell’accezione negativa delle loro mancanze, ben blindati nella loro rigidezza, nei loro egoismi e nelle loro paure, rispetto a quelle femminili che, seppur a fatica, saranno tutte capaci di scegliere tra il perdono, l’abbandono ed il cambiamento.

È un film decisamente complesso, di quelli a “lievitazione lenta”, in cui il malcontento che aleggia sin dal primo fotogramma tende a diradarsi man mano che si rompono gli schemi in cui sono intrappolate le coppie protagoniste, generando scelte finali non prevedibili.

data di pubblicazione:28/09/2021


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