C’è del marcio a Gotham City e di questo Bruce Wayne ne è ben conscio, anche se è solo da due anni che veste i panni di Batman. Si trova comunque ad affrontare un pericoloso serial killer, l’Enigmista anche lui a caccia di influenti concittadini di Wayne (corrotti?). Qualcuno, nuovi e vecchi alleati, gli darà una mano a scoperchiare la rete di corruzione che attanaglia la città.

La sceneggiatura di The Batman si basa originariamente sui fumetti di Bob Kane, ma lo stile del regista Matt Reeves (Cloverfield, Il Pianeta delle Scimmie) che l’ha scritta insieme a Peter Craig (Hunger Games), sembra attingere più a quello del miglior Frank Miller di Sin City . Questo per restare nel campo dei cultori dei comics. Fortunatamente, questo The Batman, ennesimo episodio di un super eroe già visto n volte sugli schermi con esiti non sempre memorabili (a parte la notevole trilogia di Nolan, s’intende) ambisce ad entrare nel grande cinema tout court, attraverso una pellicola ricca e sfaccettata di grande impatto visivo ed emotivo.

Uno spettacolo che abbraccia più generi e che non si sottrae nell’affrontare problematiche anche scomode (la povertà diffusa, la corruzione dilagante, il razzismo sociale) amalgamandole all’interno di un tessuto “noir” quando non “horror”. Sin dalle prime immagini il film si preannuncia dark: atmosfere cupe che riportano al miglior Blade Runner, una Gotham City post- industriale ripresa , non a caso, sulle note di, Something in The Way dei Nirvana. In quel contesto   fa la sua apparizione il nuovo Cavaliere Oscuro che in sella alla sua bat-moto, sussurra: Io sono la vendetta! suggerendo il filo conduttore della trama.

Se si mettono da parte pregiudizi sul genere (ma quale nella circostanza?) ci si trova a cospetto di una pellicola di tre ore girata con grande mestiere, pregna di invenzioni e soluzioni visive altamente coinvolgenti, con un quadro psicologico quantomai attento ai vissuti dei protagonisti. Oltre il fumetto dunque, seppure con la stessa accurata ricerca dei particolari e dell’estetismo dei migliori disegnatori, ma con scelte cromatiche, colonna sonora, sensazioni più dei dialoghi, personaggi, anche colpi di scena, in grado di creare/ricreare nello spettatore atmosfere che bene rappresentano lo spirito di Gotham City, una città che vive di notte e con la pioggia, ricettacolo di criminali e corruzione. In questo mondo batte il cuore di Wayne/Batman, il più “nero” dei Batman mai visti al cinema, un personaggio dilaniato perché sin da ragazzo, costretto a fare i conti con un passato avvolto nel mistero. Robert Pattison, con ciuffo nero e occhi diabolici incarna bene il nostro eroe, accanto a lui un cast eccezionale in cui ritroviamo, Paul Dano (già apprezzato in 12 Anni Schiavo) nel ruolo dell’Enigmista, Zoe Kravitz (Big Little Lies) l’alleata enigmatica Catwoman, il misurato Jeffrey Wright (No Time to Die) nei panni del tenente Gordon e ancora John Turturro, il mafioso Carmine, Falcone, Colin Farrell, il Pinguino e Andy Serkis, l’affezionato maggiordomo Alfred.

Nel nostro caso e in conclusione, si può affermare che la vera grande protagonista è la città, non la Napoli o la Roma di Sorrentino, ma un’ immaginaria Gotham City che sembra esistere solo nella pioggia e nella notte come e più della Los Angeles di Ridley Scott, e nel ricordo degli spettatori.

data di pubblicazione:02/03/2022


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