Supereroi è il film perfetto per tutte quelle persone che amano il cinema solo sotto l’aspetto dell’evasione e che non hanno voglia di interrogarsi troppo (correndo magari l’atroce rischio di un responso finale negativo!), astenendosi dalla visione di storie troppo crude in questo periodo così doloroso per ognuno di noi. Ecco allora, per questo tipo di pubblico e non solo, la classica storia d’amore adatta a tutte le età, senza troppi colpi di scena e abbastanza prevedibile sul finale, seppur ben costruita, con due interpreti bravi ed una ambientazione molto “giusta”.

 

 

Milano. Marco (Alessandro Borghi) e Anna (Jasmine Trinca) si incontrano in un giorno di pioggia, mentre tentano di ripararsi sotto un portone. Lei è una fumettista, creativa e geniale, lui un insegnante universitario di fisica: due poli opposti che si attraggono inevitabilmente. Marco è un sostenitore del concetto che tutto può essere spiegato come un teorema, in maniera scientifica e razionale, anche nella vita e negli incontri personali; Anna, al contrario, è quanto di più lontano da tutto questo, impaurita dal futuro e concentrata solo sul presente (niente male come approccio alla vita, però!). Eppure i due finiscono per amarsi e crescere reciprocamente, mettendo a dura prova, ed in alcuni casi rivedendo, tutti i loro personali convincimenti.

Il concetto del film è ben espresso nel titolo: le coppie che resistono nel tempo (“una coppia è tale se dura. Altrimenti sono solo due persone che stanno insieme”), senza che il loro amore venga logorato dai segreti, dalle bugie e dai litigi, sono i veri supereroi come quelli che animano le strisce di fumetti che Anna, in arte Drusilla, disegna per il giornale per cui lavora. E così il film, girato sovrapponendo fumetti a vita reale e passato al presente nell’arco di vent’anni, ci racconta come due persone tanto diverse tra loro seppur “sprovviste di superpoteri” riescano ugualmente a sopravvivere agli imprevisti della vita, affrontando tutte le tappe della loro storia d’amore e superando tutti i problemi… o quasi.

Ambientato prima della pandemia tra Milano, Ponza, Marrakech e Copenhagen, il film sembra sospeso nel limbo dell’irreale e purtroppo non solo a causa dell’uscita tardiva, regalando (forse) un po’ di serenità per tutta la sua durata, come se stessimo sfogliando con nostalgia un album di fotografie di due persone che si sono molto amate in un tempo, in cui tutto era possibile e che ora ci sembra tanto lontano.

La dimensione del film, nonostante si parli di una coppia, è corale: un gruppo di attori supporta i due protagonisti, in cui Borghi sembra emergere (la sua imitazione del balletto di Hugh Grant in Love Actually è molto carina); degno anche di nota il cameo di Elena Sofia Ricci. Una canzone di Ultimo tratteggia i titoli di coda. Abbiamo ora/avevamo prima bisogno di questo?

Al pubblico la sentenza.

data di pubblicazione:22/01/2022


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