(Palalottomatica – Roma , 21 novembre 2014)

I 5 ragazzi torinesi, che anche se non lo diresti mai hanno oltre 20 anni di onorata carriera alle spalle, hanno nuovamente stupito e onorato le aspettative del pubblico con l’ultimo lavoro “Una nave in una foresta”, uscito lo scorso giugno a 3 anni di distanza dall’ultimo album “Eden” del 2011. E così, pur conoscendoli da tanto tempo, ti ritrovi piacevolmente sorpresa ed emozionata quando entrando nel Palalottomatica dell’Eur, che nel cuore rimarrà per sempre il PalaEur, vedi il palazzetto sold out gremito come non mai. E poi ecco che emergono da un palco minimalista i Subsonica e subito l’atmosfera si scalda in un vortice di note, luci colorate, ritmo, danze accompagnati dalla voce dolce e graffiante di Samuel. La scaletta è ben articolata: la band regala subito una performance perfetta con una sequenza senza soluzione di continuità delle prime 4 tracce dell’ultimo album, che non si può negarlo sembra nato per i Live. Poi il gruppo, che non annoia mai e stupisce con l’eclettico tastierista-mattatore Busta, catapulta l’arena e gli anelli del Palazzetto in una dance floor di quasi 15 anni fa con la sempre verde “Disco Labirinto”, per poi guidare il pubblico al 2002 con “Nuvole rapide” e “Nuova ossessione”. In un perfetto avvicendarsi tra le nuove canzoni de “In una nave in una foresta” e quelli che ormai sono i Classici dei Subsonica, ti riscopri ancora adolescente e sembra che il tempo non sia mai passato quando sale la pelle d’oca con la storica “Il cielo su Torino” (atto d’amore del gruppo alla loro città) e “Strade” fino all’ultima nata “Di domenica”. I Subsonica inondati dalla partecipazione del pubblico – dove fanno capolino anche i figli (dai 3 ai 12 anni) dei fan storici del gruppo – non si risparmiano e verso il finale regalano una perla: la versione acustica, spogliata dall’accompagnamento di ogni suono e strumento elettronico (elettronica definita nel preambolo di Samuel la “prigione” in cui per anni la canzone è stata creata), di “Tutti i miei sbagli” che lascia il pubblico entusiasticamente cullato e incantato. Insomma, che dire anche quando ci si aspetta di averli sentiti e risentiti i Subsonica ti spiazzano e, dopo due ore di musica ininterrotta, ti lasciano uscire in un’algida Eur felice, sorridente e ancora affamata dei loro suoni e dei loro testi. Unica pecca l’acustica del Palalottomatica – ops Palaeur – che non ha reso giustizia alla bravura vocale e strumentale del gruppo di Torino. I Subsonica hanno salutato Roma assicurando “ci vedremo molto presto, prima di quanto voi crediate” e a noi non resta che credergli!

 data di pubblicazione 23/11/2014

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