(Teatro Belli – Roma, 11/15 dicembre 2021)

Racconto natalizio che ha per protagonista un padre in attesa del ritorno della figlia che non vede da tre anni. Una riflessione sullo scontro generazionale e sulla possibilità di superare le incomprensioni. Penultimo spettacolo in cartellone per Trend, la rassegna di drammaturgia contemporanea inglese curata da Rodolfo Di Gianmarco al teatro Belli.

 

Andy è impegnato nell’allestire gli addobbi natalizi per rendere il salone parrocchiale che ha preso in affitto il più accogliente possibile. Con perfezione quasi maniacale si accerta che tutto sia al suo posto. La paura di fare qualcosa di sbagliato lo tormenta. Sta aspettando il ritorno di Maya, la sua unica figlia che manca da tre anni. È andata via dopo un litigio lasciando solo un biglietto di addio. Natale è quando la famiglia si riunisce, ecco perché lo striscione che ha messo bene in vista recita welcome home, ben tornata a casa. Qualcuno ha avvisato Andy che Maya è in città. Perché abbia deciso di andarsene non è riuscito mai a spiegarselo. È ansioso, nervoso, sicuramente c’entra il fatto che la moglie morì di tumore quando Maya era solo un’adolescente. Il monologo di Marco Quaglia occupa tutta la prima parte della storia. Il suo modo di raccontare le difficoltà della vita con sarcasmo, autoironia e volto impassibile stempera il dramma e rende il personaggio simpatico al pubblico. È l’attore perfetto per incarnare lo humor inglese.

Improvvisamente entra Natalie, ospite inattesa in questo momento di affanno e agitazione. Andy spera di mandarla via presto, il tempo di un tè, ma la ragazza è curiosa, insistente e inizia a tempestarlo di domande. Nell’interpretazione di Lucrezia Forni il personaggio appare forte, sicuro di sé, deciso a studiare il carattere di Andy per capirne la personalità. Ma lui non ha voglia di confrontarsi, non ha tempo da dedicare a Natalie, perde la pazienza e va su tutte le furie. Proprio in quell’istante entra Maya, la dolce e fragile Adalgisa Manfrida. Andy prova un terribile imbarazzo. Esattamente questo suo modo di fare aveva allontanato la figlia anni prima. Lei è una ragazza troppo sensibile per poter accettare il confronto con un genitore che la frena, che la scoraggia, che la pungola con battutine e disapprovazione. Anche lui è fin troppo suscettibile ai rimproveri della figlia. Sono entrambi due fiocchi di neve, due Snowflake, parola che nello slang inglese indica una persona che si offende facilmente se contrastata con posizioni e opinioni diverse dalle sue. D’altronde un fiocco di neve non cade mai da solo.

Tornare per affrontare e superare il problema con il padre è un dovere per Maya. Non può più permettersi di scappare di fronte alle difficoltà che la vita le presenta. A rimetterci sono gli affetti che ha accanto, i suoi progetti, i suoi sogni. Questo è il momento giusto per affrontare il mostro che la spaventa.

Snowflake di Bartlett è un testo commovente, che insegna il valore dell’ascolto e l’importanza di saper spendere tempo per le persone che amiamo. Ottima e ben misurata la recitazione degli attori, merito anche della regia di Stefano Patti che ha saputo amalgamare i giovani talenti di Lucrezia Forni e Adalgisa Manfrida con quello ormai maturo di Marco Magli. Anche sul palco è fondamentale saper ascoltare chi ci lavora affianco.

data di pubblicazione:15/12/2021


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