Un Amici miei riveduto ma non abbastanza politicamente scorretto per evadere da parametri medi della commedia all’italiana. Storia con guizzi comici ma strizzatine sempre più evidente al cinema commerciale dei Vanzina. Il Verdone touch è sempre più flebile.

Esce per Amazon il più tormentato film sotto il segno della pandemia. Pronto già a febbraio del 2020 per l’uscita nelle sale, poi congelato, ripresentato timidamente per tre giorni e poi venduto alla popolare piattaforma. Plot fuori del tempo se 16 mesi non hanno fatto invecchiare la storia e non perché universale ma perché rattrappito nel suo statico limbo. In effetti se volessimo riassumere il film attraverso una sfilata di tag le parole da cui inequivocabilmente non potremo prescindere sono le seguenti (tenetevi forte): zoccola, culo, profilattici, corna, viagra, scambismo, sesso, zingarate, kamasutra”. Si ride ma con il limite di pretesti di grana grossa. Il personaggio di Verdone in effetti finisce col ridurre il rapporto con la figlia a chiacchierate incomunicative con il suo lato B. E la stessa chissà perché parla napoletano per rimandarci alla madre separata. La pratica dello scherzo è alla base della story. Il tormentato da questa costante è Papaleo che ha l’occasione per prendersi una vendetta di cui non vi diremo. Gli attori salvano il film e lo fanno ascendere alla sufficienza. Perché sono assemblati bene e mostrano di divertirsi in una rivalità interpretativa che è il valore aggiunto della pellicola. I contributi pubblicitari sono pesanti. Primo fra tutti il viaggio in Puglia che ci regala una sorta di cartoline, debitamente sponsorizzate del Salento. In questo senso le inquadrature a volte sono martellanti a ribadire una commercialità che è la metafora stessa del film. Ci auguriamo che Verdone ora non si indirizzi verso parti da pensionato. Farebbe torto al suo passato e al proprio validissimo cursus honorum.

data di pubblicazione:14/05/2021

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