Dieci casi insoluti, altrettanti grattacapi per le forze dell’ordine e della magistratura. Cronaca nera iconica raccontata dai cronisti che hanno vissuto quei casi, più spesso negli anni in cui non c’erano cellulari e Internet a favorire la conoscenza ma solo il fiuto del cronista che si appostava e creava un reticolo di confidenza preziose. Tra i misteri d’Italia rientrano questi casi che da romani sono diventati nazionali: l’affare Vaticano di Emanuela Orlandi, il misterioso omicidio di Simonetta Cesaroni, l’insensata morte di Marta Russo, il raccapricciante ritrovamento del cadavere di Ida Pischedda, il suicidio di Stato di Sergio Castellari. Allora le scene del crimine non venivano congelate con un fermo immagine decisivo per le indagini. I questurini sanno che se un caso non si risolve nell’immediato rischia di lasciare una scia eterna di recriminazioni. Queste sono storie anche di processi e di colpi di scena, di indagati colpevoli che poi vengono scagionati, di possibili testimoni che diventano accusati, di omertosi silenzi. Come non pensare a esempio che Pietrino Vanacore con il proprio suicidio si sia portato nella tomba anche il nome del colpevole dell’omicidio della Cesaroni? Mini-gialli su storie criminali che sono anche rivelatrici di un epoca, di disagi di classe (la contessa Alberica Filo della Torre e il suo killer, il filippino licenziato). I giornalisti sono testimoni. Cronisti che hanno percorso la gavetta prima di una carriera gloriosa. Nomi come quelli di Daniele Mastrogiacomo, Emilio Radice, Massimo Lugli o della stessa Federica Angeli, oggi attaché di Virginia Raggi. Sono storie nazionali-popolari che intrigano, dei potenziali interminabili romanzi d’appendice, in qualche caso dossier ancora aperti visto che di Emanuela Orlandi si continua a parlare anche si sono completamente perse la speranza non solo di ritrovarla in vita ma anche di poter seppellire il corpo che incarna un mistero senza fine.

data di pubblicazione:01/02/2021

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