RETORICA E PRAGMATISMO – QUANDO UN’ERA FINISCE, NE INIZIA UNA NUOVA

Alla “quasi ripresa” della quotidianità… scuole/trasporti/uffici/movida…, a circa 8 mesi dall’inizio della vicenda Covid… davanti alle nubi di una possibile “seconda ondata” in arrivo anche in Italia, quanti di noi/voi sono disposti a mettere a rischio la propria salute per andare in una sala cinematografica? in un teatro? o ad un concerto? A giudicare dai primi dati dei box office internazionali ed anche italiani: pochi! molto pochi! troppo pochi! in Italia poi: pochissimi!!

L’ultima coraggiosa Mostra del Cinema di Venezia, seppur ottimamente gestita, è stata, diciamolo pure, (ed io c’ero) fortemente condizionata dagli effetti diretti ed indiretti della pandemia sia a livello di frequenze, di partecipazione, di selezione che di qualità e di rappresentatività ed è stata più un incontro di appassionati ed amanti di Cineclub e di Cinematografie “minori” che non una Mostra, un Festival dei migliori prodotti delle migliori Cinematografie.

L’unico vero blockbuster finora uscito nei non tanti schermi riaperti: TENET di Christopher Nolan, stenta ad incassare, sia nel Mondo che in Italia, di che pagarsi i costi di realizzazione. Il palliativo delle arene e dei Drive in ha consentito ai vari giornalisti di scrivere dei bei “pezzi di colore”, ma, nei fatti, non hanno smosso quasi nulla a livello di recupero di pubblico.

Manca il pubblico, mancano i buoni film!

I grandi nuovi film, d’autore o commerciali che siano, tardano ancora ad uscire! (non parlo di Italia, ove, come si sa, la Stagione già in tempi normali ripartiva ad Ottobre inoltrato, ma parlo di quei paesi ove, al contrario, la Stagione vera inizia con l’uscita dei grandi film fin da Agosto).

Netflix, Amazon e le altre varie piattaforme stanno divorando, come tanti piranha, in un crescendo esponenziale, la massa degli spettatori e sono arrivati ad avere oltre 200 milioni di abbonati ed altri ancora puntano sicuramente ad averne dall’Autunno in poi. Abbonati che si preparano, più o meno rassegnati o ben disposti, ad adeguarsi ai nuovi tempi e a gustarsi il Cinema nelle sue varie e nuove forme, seduti comodamente ed in sicurezza su proprio divano di casa.

Ci siamo, in questi mesi, più volte chiesto e richiesto, fino alla nausea, che fine faranno le sale cinematografiche? Ci siamo ripetuti, come un mantra che: “il grande schermo è un’altra cosa” che “il buio in sala è magico” così come ci siamo detti e ci diciamo e ripetiamo del piacere di sfogliare un giornale, di girare le pagine di un libro, dell’odore della carta, del poter sottolineare i brani che ci colpiscono, eppure… noi tutti conosciamo amanti del Cinema o della Lettura che sono già passati serenamente “al nemico” e non rimpiangono le vecchie sale o i giornali di carta.

Tra non moltissimo sarà un anno dall’inizio della pandemia, la nostra vita quotidiana è già cambiata in modo così radicale (nei gesti, nei comportamenti, nelle relazioni…) da far ormai pensare che le abitudini nuove sembrino destinate ad incistarsi nei processi già in atto da tempo e a perdurare anche oltre la soluzione della crisi.

Il Cinema come industria e spettacolo ha ripreso a produrre ma i film vanno ormai in onda direttamente sulle piattaforme e sempre di più ne verranno programmati nei prossimi mesi autunnali/invernali. Delle sale cinematografiche in genere e di quelle nel frattempo scomparse ricorderemo il fascino ma ci abitueremo alla loro inesorabile rarefazione e marginalità, e… una volta abituati diversamente, senza lagrimosa retorica ma con molto pragmatismo, dovremo prendere atto che andare in sala sarà un “raro evento” perché un’Era è finita e ne è iniziata una nuova!

data di pubblicazione:27/09/2020

4 Commenti

  1. dopo mesi di astinenza forzata, io che andavo al cinema oltre 100 volte l’anno, sono ritornata in sala perché c’era finalmente un film interessante.
    Nuovi rituali: mascherina, disinfettante sulle mani, lasciare nome e numero telefonico alla cassa, dichiarare se si è “congiunti” o meno con l’amico/a (… vorrei ma non ci riesco ancora…/ ahimè sì, ma non vorrei più!…)… (… si vedrà?… è così evidente?…)
    Una volta in sala poi… pochi “cinedipendenti” isolati, distanziati, furastici, nervosi e che si guardano attorno con timore…
    Finalmente…liberatorio… il buio ed il film… pure modesto e di alcuni anni fa perché i distributori non hanno nulla di significativo da far vedere… “beati monoculi in terra caecorum” in un vuoto come l’attuale anche la mediocrità può ritenersi soddisfacente.
    Ma, pur con tutta la buona volontà, non è più un piacere, a volte maggiore a volte minore, come poteva essere prima, sembra piuttosto… un disperato e disperante solitario “onanismo” visivo!
    Allora… è meglio “godere” sul proprio divano di casa!!!!!!!
    E’ proprio finita un’Era!

  2. L’avevo già scritto il 21 Giugno: l’industria cinematografica è un business e… se un ramo produttivo non rende più, va tagliato! e così sta avvenendo per le sale cinematografiche.
    Non si vendono biglietti! ben il 66% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno! i cinema non generano più ritorno di investimento, quindi sono sempre più marginali. Il business si fa ormai altrove… on line!
    Le sale cinematografiche diverranno come le cabine telefoniche. le edicole dei giornali ed i teatri dell’opera… I mestieri, le attività ed i paesaggi urbani cambiano… il resto è solo “nostalgia passatista”.

  3. Niente di nuovo sotto il sole. Ovviamente sottoscrivo in pieno l’analisi sullo stato dell’arte(?) del cinema e di cinema, ma vogliamo mettere il sottile egoistico piacere di gustarti un film in quasi solitudine? Tu e il tuo amico/a, amoruccio, e poche altre presenze in sala davanti ad uno schermo, neanche fosse la saletta privata di Scorsese? e siamo sicuri che il Covid innegabile calamità capitata fra capo e collo in un mondo già devastato di suo sia molto peggiore della ritornata maleducazione e sporcizia delle nostre strade? Non è che anche del Covid riusciremo ad apprezzare qualcosa? Absit iniuria verbis!!!!!

  4. Analisi molto interessante sul cambiamento epocale di questo momento storico,senza drammatizzazione ma con un profondo realismo, come chi è pronto a guardare avanti, senza dimenticare, tuttavia, ciò che è stato un “PASSATO” appena trascorso ma che sempre “passato” rimane

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ricerca per Autore:



Share This