Alexander (Pierfrancesco Favino), figlio di madre inglese e padre italiano, ha solo 10 anni quando suo padre muore annegato sotto i suoi occhi. Pur vivendo un’adolescenza in un contesto agiato fra la madre a Londra ed il nonno paterno (Jean Reno) a Roma, ne resterà segnato per sempre nel carattere. Quando la Vita gli farà incontrare il vero Amore e la vera Passione in Laura (Kelly Reilly) non saprà osare per prendere la giusta decisione al giusto momento … la ricercherà e la rimpiangerà tutta la vita …

 

 Favino speaks english, and even speaks it very well”! Complimenti! L’attore potrà piacere o non piacere, ma gli va dato atto che oltre che essere, a nostro parere, bravo e simpatico, è anche preparato e svetta nello scenario degli attori nostrani costretti nei limiti linguistici della nostra realtà. Gli si prospetta auspicabilmente anche un’opportunità di carriera internazionale vera. Auguri!

Scrittrice, sceneggiatrice e regista la francese Sthers ha adattato per questo suo 4° lungometraggio lo script dal suo stesso romanzo omonimo uscito nel 2015. Al centro del film di oggi c’è una grande storia d’amore inespressa ed incompiuta, che avrebbe potuto concretizzarsi ed essere vissuta se solo il protagonista avesse avuto la forza, il coraggio, l’incoscienza e l’egoistica determinazione di prendere una decisione. Un intrigo esistenziale sull’incapacità soprattutto degli uomini, di taluni uomini, di saper cogliere l’opportunità di essere felici e prendere su di sé il rischio di amare. Chi? Chi meglio di una donna autrice e regista può trovare allora la giusta modalità per scrivere prima, e rappresentare poi, questa incapacità ed il rimpianto che la felicità e l’occasione perduta genererà per tutta la vita?

In un certo qual modo è una storia che ricorda molto L’età dell’innocenza di Scorsese, una storia quindi vista e rivista, ma è una storia ogni volta sempre coinvolgente, perché tocca nel profondo l’essenza stessa dell’Essere Umano: la costante ricerca della Felicità e dell’Amore e con loro la ricerca del Tempo perduto e delle opportunità perdute fino … alla presa di coscienza di averle perse definitivamente. Allora non resterà che il dolore ed il rimpianto perché, a quel punto, c’è solo la consapevolezza che non esiste un’altra opportunità per una seconda occasione.

Alexander è bloccato emotivamente per non soffrire, vincolato fra famiglia, amicizie e lavoro. Un uomo in bilico fra due anime, cerca di fuggire i fantasmi di un passato che lo ha segnato e lo segna. Vive un effimero presente senza nemmeno darsi spazio per sognare un futuro o lottare per averlo. Così, quando incontra l’Amore e intuisce che quello può essere la Felicità di cui ha bisogno, non è in grado di agire per riuscire a viverlo perché, abituato a subire, non sa più osare.

Il film, come fosse una riflessione del pensiero, è costruito a spirali in un’alternanza continua fra passato e presente e flashforward che creano quasi una dimensione narrativa atemporale come in effetti è il pensiero e perché la vera domanda se si è felici è, di per se stessa, al di là del tempo e dell’attimo. Il montaggio dà ritmo e scansione, ora lenta ora rapida, alla narrazione che procede come sospesa in un mare di pensieri. La regista opera con molta eleganza e con mano sicura, evitando di cadere nel melodramma. Bravo, a suo agio, partecipe, tenero ed intenso Favino, un po’ più sottotono la bella Reilly. Precisi, come sempre in questo tipo di produzioni, tutti i secondi ruoli. Pur buono al film forse manca però qualcosa per essere ottimo, forse un pieno coinvolgimento emotivo, non che debba essere per forza struggente sia ben chiaro, tutt’altro! Ma, l’insieme appare fin troppo distaccato. Non vuole o non riesce a smuovere le emozioni profonde dello spettatore che osserva le pene del protagonista ma non ce la fa a commuoversi per la sua felicità perduta!

data di pubblicazione:18/10/2021








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