Alexander (Pierfrancesco Favino), figlio di madre inglese e padre italiano, ha solo 10 anni quando suo padre muore annegato sotto i suoi occhi. Pur vivendo un’adolescenza in un contesto agiato fra la madre a Londra ed il nonno paterno (Jean Reno) a Roma, ne resterà segnato per sempre nel carattere. Quando la vita gli farà incontrare il vero amore e la vera passione in Laura (Kelly Reilly) non saprà osare per prendere la giusta decisione al giusto momento … la ricercherà e la rimpiangerà tutta la vita …

  

Presentato e recensito poche settimane fa alla 16ma Festa del Cinema di Roma ove è stato accolto con giudizi contrastanti, esce oggi sugli schermi l’ultimo lavoro di Amanda Sthers. Apprezzata scrittrice, sceneggiatrice e regista, la francese Sthers ha adattato per questo suo 4° lungometraggio lo script dal suo stesso romanzo omonimo uscito nel 2015. Al centro del suo film c’è una grande storia d’amore inespressa ed incompiuta, che avrebbe potuto concretizzarsi ed essere vissuta se solo il protagonista avesse avuto la forza, il coraggio e l’egoistica determinazione di prendere una decisione.

Un intrigo esistenziale sull’incapacità soprattutto degli uomini, di taluni uomini, di saper cogliere l’opportunità di essere felici e prendere su di sé il rischio di amare. Chi? Chi allora meglio di una donna autrice e regista può provare a trovare la giusta modalità per scrivere prima, e rappresentare poi, questa incapacità ed anche il rimpianto che la felicità e l’occasione perduta genererà per tutta la vita? Una storia di sicuro vista e rivista, tanto nella Vita quanto al Cinema, ma, ciò non di meno, è una storia ogni volta sempre coinvolgente perché tocca nel profondo l’essenza stessa dell’Essere Umano: la costante ricerca della Felicità e dell’Amore e con loro la ricerca del Tempo perduto e delle opportunità perdute fino … alla presa di coscienza finale che non esisterà un’altra opportunità per una seconda occasione.

Alexander il protagonista, è bloccato emotivamente per non soffrire, vincolato fra famiglia, amicizie e lavoro. Un uomo in bilico fra due anime, che cerca di fuggire i fantasmi di un passato che lo ha segnato e lo segna. Vive un effimero presente senza nemmeno darsi spazio per sognare un futuro o lottare per averlo. Così, quando incontra l’Amore ed intuisce che può essere la Felicità di cui ha bisogno, non è però in grado di agire per riuscire a viverlo perché è abituato a subire e non sa più osare.

Il film, come fosse una riflessione del pensiero, è costruito a spirali in un’alternanza continua fra passato, presente e flashforward che creano quasi una dimensione narrativa atemporale come in effetti è il pensiero, così come al di là del tempo e dell’attimo è, di per se stessa, anche la domanda se si è felici. Il montaggio dà ritmo e scansione, ora lenta ora rapida, alla narrazione che procede come sospesa in un mare di pensieri. La regista però, pur operando con eleganza ed essendo sufficientemente abile ad evitare di scadere nel melodramma, sembra talora perdersi proprio nelle tante, troppe, spirali dell’intreccio narrativo e la sua direzione conseguentemente risulta insicura e discontinua. Favino, di contro, è veramente bravo e dimostra di saper essere a suo agio anche in una realizzazione internazionale recitando in modo partecipe, tenero ed intenso, un po’ più sottotono è invece la bella Reilly. Precisi, come sempre in questo tipo di produzioni, quasi tutti i secondi ruoli.

Al film, di per sé gradevole, manca però qualcosa … qualcosa per essere veramente un buon film! la continuità narrativa soffre infatti per l’eccessiva frammentazione, manca un pieno coinvolgimento emotivo e l’insieme appare fin troppo distaccato ed alla fine non riesce affatto a smuovere le emozioni profonde dello spettatore che osserva sì le pene del protagonista ma non ce la fa proprio a commuoversi per la sua felicità perduta!

data di pubblicazione:18/11/2021


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