PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI di Giuseppe Patroni Griffi, con Marisa Laurito, Giancarlo Nicoletti, Giovanni Anzaldo, Livio Beshir, regia di Giancarlo Nicoletti

21 Apr 2022 | Accredito Teatro

(Teatro Sala Umberto –Roma, 20/24 aprile 2022)

Rivisitazione post-cinquantennale di uno spettacolo che diede scandalo e ancora lo dà. Cercando a piè sospinto l’oscenità e il trash. Del resto la pubblicità della locandina non lascia adito a dubbi: censurato, ironico, spudorato.

Chi avrebbe potuto immaginare Marisa Laurito come unico volto femminile nel ruolo che fu di Pupella Maggio per una proposta che fu oggetto di oltraggio al pudore. La provocazione è manifesta e sfuma piacevolmente in toni leggeri quando le battute sono pronunciato da un travestito che dispensa perle di saggezza tra le vampe di una denunciata stupidità. Il resto rivela i suoi limiti quando mette troppa carne al fuoco. Dopo due ore di recitazione gli intellettualismi sul razzismo dell’afro-americano risultano un sovrappiù che è valore un sottratto più che aggiunto alla combinazione alchemica di quattro piuttosto desolanti esistenze. La notte di Capodanno è la cartina di tornasole di un resoconto esistenziale fatto di fragilità, di sesso, di isolamento, con il fondale di una Napoli raggelante. Definite “quattro persone naturali e strafottenti” che intereagiscono anche con una violenza oggi più che mai politicamente scorretta. La simulazione dell’atto sessuale è il prologo a una vera e propria violenza maschile, accusata con una rassegnazione docile che oggi stupirebbe. In platea per la prima una platea omogenea al tema ricca di gaytudine. Si può immaginare retrospettivamente lo sconcerto di mezzo secolo prima quando certe tematiche erano inaffrontabili, ben prima dell’avvento mainstream di Annibale Ruccello e del suo consolidato mito. Consonanza del plot a parte, meritano un vivo applauso gli attori immersi in parti estremamente impegnative. Chi confinava la Laurito in ruoli leggermente comici ora sarà costretto a ricredersi mentre Anzaldo si conferma come uno dei prototipi attoriali più interessanti del nuovo teatro italiano. L’ultima parola pronunciata (“Spettacolo”) è la metafora della finzione a cui si è assistito.

data di pubblicazione:21/04/2022


Il nostro voto:

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ricerca per Autore:



Share This