(Teatro Vascello- Roma, 17/22 novembre 2020)

Dentro il cuore del mito attraverso la scrittura di Ovidio e le figure mitiche di Penelope, Arianna, Canace, Medea, Ispile come metafora di una condizione femminile sofferente e claudicante verso una difficile omologazione nella parità di genere).

 

Prova umane di resistenza teatrale in uno dei due teatri che svolge ancora attività professionale e per di più a titolo gratuito. Onore al merito di Manuela Kustermann e dei suoi collaboratori che accendono la speranza del teatro con meno di un’ora di intensa performance in streaming. Nell’esperienza che abbiamo vissuto 55 collegamenti accesi nelle case italiane, segno di una fede che non barcolla anche di fronte alla temperie della pandemia. Non si tratta di uno spettacolo facile che racchiude il pathos con punte di assoluta intensa emozione. Tecnicamente l’evento presenta un vantaggio: ci si può collegare da tutta Italia e presumibilmente davanti a un video c’è più di una persona, forse addirittura aggregati familiari. La Kustermann drammatizza Ovidio, ne umanizza i miti e offre la voce a un universo femminile che si fa intensa riflessione e trasformazione con l’accompagnamento musicale ad hoc. Un tappeto sonoro che ben si sposa ai testi nella direzione di una consapevolezza estetica profonda, nell’ansia di un cambiamento necessario. Il superamento degli schemi è metafisica pura dove il dato del passato non è secolarizzato ma riscattato in chiave presente con chiari accenni anche a possibilità future. Una scelta coraggiosa e tutt’altro che commerciale. Lirismo puro con margini onirici per il valore aggiunto di parole, poesia e note. Un viaggio esperienziale meritorio ed appagante. Una scelta ben ricompensata da un pubblico che si profonde non in applausi ma in inevitabili positivi commenti muti in chat.

data di pubblicazione:19/11/2020


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