logo(70 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – Berlino, 20 Febbraio/1 Marzo 2020)

Joanna sbarca a New York con la grande aspirazione di diventare un giorno una scrittrice. Siamo a metà degli anni novanta e non è certamente facile per una giovane donna trovarsi da sola ad affrontare tutta una serie di difficoltà pur di realizzare il proprio sogno. Il lavoro come assistente di Margaret, a capo di un’importante agenzia letteraria, sarà per Joanna una buona opportunità per entrare in un mondo a lei sino ad allora sconosciuto…

 

My Salinger Year, del regista e sceneggiatore canadese Philippe Falardeau, apre questa settantesima edizione della Berlinale. Un film leggero, una tipica commedia american style divertente, niente affatto superficiale, che ci porta in una New York degli anni novanta ancora tradizionalmente legata ai propri principi sociali, ma già pronta per accogliere quella rivoluzione socio-culturale che sarebbe presto scaturita con l’avvento e la diffusione di Internet. Joanna lavora in una prestigiosa agenzia che cura gli interessi di scrittori di grosso calibro quali F. Scott Fitzgerald, Agatha Christie e Dylan Thomas, ma il suo compito è quello di raccogliere accuratamente le decine di lettere che ogni giorno arrivano per J. D. Salinger da parte dei suoi numerosi fan, leggerle per poi cestinarle, con il divieto categorico di rispondere. La ragazza trova una realtà dove non tutto procede con regolare razionalità e senza volerlo entrerà nel mondo del giovane Holden, protagonista appunto del romanzo di Salinger che agli inizi degli anni cinquanta, appena pubblicato, diventò un best seller in tutto il mondo. Il film ci vuole ricordare come i giovani di quella generazione non si sottrassero al fascino di un giovane, appena sedicenne, che con il suo spiccato senso critico, ma psicologicamente emotivo e fragile, si sarebbe comunque ribellato a un establishment deviato, tipico della società americana di quel tempo. Margaret Qualley, appena reduce dal successo per la sua partecipazione nel film C’era una volta a…Hollywood di Quentin Tarantino, nel film interpreta una intensa e spontanea Joanna, riuscendo ad esprimere al meglio le emozioni di questa giovane ambiziosa e sognatrice, che si trova catapultata in un mondo nuovo ma ancora decisamente condizionato dal passato. Sigourney Weaver interpreta invece Margaret, capo dell’agenzia, ed è perfetta nel ruolo della donna in carriera, rigida verso qualsiasi iniziativa che non nasca direttamente da se stessa. My Salinger Year ha tempi e ritmi giusti, senza lungaggini e inutili divagazioni, mirando alla vera essenza delle cose e dei sentimenti.

Un buon inizio per questa attesa edizione della Berlinale che, come già annunciato nel nostro articolo di apertura, sarà piena di interessanti novità per la presenza del nuovo direttore artistico Carlo Chatrian.

data di pubblicazione:20/02/2020

[sc:convinto]

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