L’usignolo di H.C. Andersen, narra la storia di un usignolo che preferisce essere “libero di vivere nel bosco” piuttosto che vivere in una gabbia dorata alla corte dell’imperatore della Cina con mille servitori al suo servizio. La stessa “gabbia dorata” che viene proposta all’essere femminile, fin dai tempi più lontani, per parlare poi solo di quelle più fortunate. La donna infatti, in quanto figlia di Eva, è sempre stata “pensata”, al massimo, come un essere dalla natura gentile e, al tempo stesso, sacrificale.. Un essere gentile e sacrificale che per poter “stare sullo stesso palcoscenico degli uomini, dovrà sapere fare tutto quello che fanno loro, ma all’indietro e sui tacchi a spillo”. Nulla di più! Generazioni e generazioni di donne legate a vita a questo pesante pregiudizio!

Il mito della figura di “Morgana” nasce all’interno del grande Ciclo Arturiano. E’ la sorella malefica e potente di Re Artù. Morgana è, al contempo, anche la discendente di quella Lilith che secondo la tradizione della cabala ebraica fu la prima moglie di Adamo. La donna che pretendeva di godere degli stessi privilegi del suo consorte in quanto nata anch’essa dalla stessa polvere del suolo. Sarà ripudiata per aver osato tanto!!!

Michela Murgia nata a Cabras nel 1972, scrittrice, blogger, drammaturga e critica letteraria italiana, vincitrice di importanti premi letterari come il Campiello, e Chiara Tagliaferri, coordinatrice editoriale per Storielibere.fm, la piattaforma più innovativa di narrazioni audio online, con stile letterario pungente e molto diretto, raccontano intelligentemente la storia di dodici “Morgane” che a loro modo ridefiniscono i termini ed i confini dell’autonomia e della libertà femminile. Donne esemplari, tutte così controcorrente, così forti, così coraggiose, ma anche così pericolose e diverse che arrivano perfino ad essere viste come streghe dalle altre donne, come “donne oggetto” dalle femministe, e come “donne che nella Società di ogni tempo non si vorrebbe nemmeno avere come figlie o amiche.”

Le biografie raccontate nel libro sono quelle di: Moana Pozzi, Caterina da Siena, Grace Jones, le sorelle Bronte, Moira Orfei, Tonya Harding … Shirley Temple e Zaha Hadid. Tutte offrono una immagine di se stesse come donne diversa da quella stereotipata dell’ immaginario collettivo.

Pornostar, Sante, Artiste, Sportive, Stiliste, Archistar … ognuna con la propria storia fatta sì di successi, di riscatti dalla propria condizione, ma anche fatta di violenze, umiliazioni o condizionamenti di ogni natura e genere, come la disciplina imposta a Shirley Temple tramite la “punishment box” oppure la storia delle sorelle Bronte costrette a firmare le loro opere con uno pseudonimo maschile per sfuggire ai pregiudizi presenti nei confronti delle donne nell’era Vittoriana e non solo.

La lettura del libro è scorrevole e allo stesso tempo densa di riflessioni toccanti e lascia la speranza che ci siano tanti figli e figlie di Lilith nel presente e nel futuro dell’umanità.

data di pubblicazione:06/04/2021

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