Non abbiamo un metro universale di paragone ma questo è il primo e unico libro delle nostre esperienze di lettura risolto tutto in un dialogo. Si apre e si chiude con una domanda insieme ingenua e profonda. “Ma tu sei felice?”. E questo è il cordon rouge attraverso cui si snodano oltre duecento pagine di batti e ribatti di due protagonisti maschili che possiamo immaginare milanesi, borghesi, over 60, ben pensanti, con qualche deriva demenziale per l’ironia che l’autore Baccomo profonde a piene mani nelle loro divagazioni, a tratti da bar sport. Non è un caso che Claudio Bisio e Gigio Alberti, amici inseparabile da un quarantennio rievocando una certa atmosfera del Derby meneghino ne abbiano tratto 25 godibilissime puntate diffuse su youtube. Dunque è più che un audiolibro, è teatro ed è da ammirare la faccia di gomma di Bisio che ribadisce una volta di più il proprio mestiere i cui primi passi sono stati ispirati dall’arte del mimo. Guardatelo soprattutto quando non parla ma commenta le affermazioni dell’amico: una goduria! I due non aspettano Godot ma intessono una dialettica ovvia sugli argomenti più disparati del loro vivere quotidiano anche se il sesso appare una calamita imbarazzante per il loro senso comune. Vincenzo e Saverio (questi sono i loro nomi) sono come tanti, forse un po’ più fatui. Due anti eroi del nostro tempo. E nei giorni del Covid-19 l’operazione passatempo funziona. Il dialogo è perturbante ed innesta climi da commedia dell’assurdo. Beckett e Ionesco sono leggermente rievocati da un senso dell’assenza che è angosciante. Fino a rimbalzare alla fatidica irrisolta domanda finale. La filosofia di Saverio nella risposta iniziale si condensa così: “Se per felice intendi uno che è soddisfatto di sé, di quello che fa, ed è felice, allora no, non sono felice. Ma se per felice intendi uno che è soddisfatto di sé, di quello che fa, anche se non è proprio felice, allora sì, posso dire che sono felice”. Chiaro, no?

data di pubblicazione:30/05/2020

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