Netflix modernizza intelligentemente il mito di Arsenio Lupin, con un Omar Sy a suo agio nel ruolo di Assane Diop “ladro gentiluomo” ossessionato dalla sua sete di Giustizia e Vendetta per rivendicare l’onore di uomo onesto del padre suicidatosi in carcere sotto il peso della falsa accusa di furto …

Se stessimo discettando, in tempi normali di un film per il grande schermo, dovremmo dire che si tratta di un prodotto che prova ad amalgamare più generi e sottogeneri cinematografici dall’ Heist Movie, ai film di ambientazione carceraria fino ai thriller paranoici passando anche per il mélo sempre però restando in superficie, senza mai entrare fino in fondo nei temi accennati e con dei personaggi legati molto agli archetipi ed ai cliché. In realtà stiamo parlando, ai tempi del Covid, in un mondo ove i cinema sono chiusi e la distribuzione è ferma da quasi 1 anno e di un prodotto solo televisivo. Parliamo di un prodotto che non sarà né vuole essere un capolavoro, ma che, nel suo genere, è assolutamente efficace, innovativo, intelligente, pieno di colpi di scena e ben costruito. Lupin è infatti una miniserie di 5 puntate che ha tutto ciò che serve ad una serie TV per avere successo: saper arrivare a toccare un pubblico vasto, essere intrigante, divertente, elegante ed al tempo stesso familiare ed intergenerazionale.

Arsenio Lupin non appare mai in carne ed ossa, ma vi appare di continuo come soggetto/oggetto di fascinazione per il protagonista. E’ questa l’idea geniale! Piuttosto che rifare il “ladro gentiluomo” creato nel 1905 dal francese Maurice Leblanc, o di riproporlo in epoca moderna, gli sceneggiatori hanno invece immaginato un personaggio qualsiasi affascinato dalle avventure del personaggio letterario, Assane Diop, un immigrato di origine Senegalese, un “uomo normale” che passa inosservato, quasi invisibile perché è un immigrato che vive “normalmente” in un milieu modesto. Un ladro dalla morale ribelle e dall’intelligenza vivace, brillante e contemporaneo che di episodio in episodio, seguendo alla lettera le storie del vero Arsenio Lupin di cui è appassionato lettore fin dall’adolescenza, conseguirà il suo obiettivo: affermare la Verità e avere Giustizia. Sullo sfondo una Parigi odierna sempre più splendida.

La serie creata da George Kay con la regia, per le prime tre puntate, di Louis Leterrier, ricorda per fascino e magnetismo iniziali: Ocean’s 11 di Soderbergh, scene di azione impeccabili, dialoghi pungenti e ben calibrati, una messa in scena di alto stile, un ritmo incalzante, un ottimo montaggio che non lascia spazio a tempi morti, ogni attimo ha suspense e tensione.

Un insieme molto piacevole e, a tratti, divertente legato dal filo scuro della ricerca della Verità e dalla Vendetta. Si potranno certo perdonare alcuni personaggi di contorno disegnati in modo superficiale o manicheo, soprattutto fra i “cattivi” ed i poliziotti, oppure la mancanza di complessità degli intrighi o il sorvolare su temi sociali più seri.

Al centro di tutto, affabile e sorridente, Omar Sy dà personalità allo humour ed alla seduttività, quasi insolente, di un personaggio letterario come il “ladro gentiluomo”, rendendolo vivo e simpatico anche a coloro che non lo conoscevano affatto. Attorno a lui un cast femminile di qualità: Ludivine Saigner e Nicole Garcia.

Cinque puntate, una mini serie elegante e vivace che sarà senza dubbio uno dei successi televisivi di questo inizio anno.

data di pubblicazione:19/01/2021

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