(Teatro Argentina – Roma, 6 febbraio/8 maggio 2022)

Massimiliano Ghilardi, specialista archeologo classico e direttore dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, in questa rassegna di lezioni sulle civiltà del mondo antico, ha il compito di presentare i vari interventi fungendo, in maniera a volte ironica e divertente, anche da moderatore. L’incontro viene introdotto da Claudio Strinati che ha parlato dell’Ara Pacis Augustae, capolavoro della scultura romana costruito per celebrare il ritorno di Augusto dalle sue campagne in Spagna e in Gallia. Il monumento dopo vari restauri era stato protetto da una struttura, su progetto dell’Architetto Morpurgo, inaugurata da Mussolini nel 1938 a conclusione dell’anno augusteo. Nel 2000, in pieno giubileo, l’allora sindaco di Roma Rutelli affidò la progettazione di un vero e proprio museo, che dovesse contenere al suo interno l’Ara Pacis, allo studio di architettura statunitense Richard Meier & Partners Architects. Inaugurato il 21 aprile del 2006, suscitò subito grandi discussioni e critiche perché ritenuto troppo moderno e in contrasto con il contesto storico in cui è inserito. Il prof. Paolo Carafa, dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha parlato di Augusto, primo imperatore romano che dopo la sua morte fu subito considerato figlio di Dio. Per le sue riforme e per la cura che egli dedicò all’assetto urbanistico della città volle considerarsi, al pari di Romolo, come il fondatore di una nuova Roma e trasmettere così al mondo intero l’immagine di sé come figura fondamentale, a capo di un impero che avrebbe controllato il bacino del Mediterraneo e buona parte dell’Europa. A seguire l’intervento di Francesca Cenerini, dell’Università degli Studi di Bologna Alma Mater Studiorum, che ha parlato della posizione delle donne nel mondo classico romano e di come avessero guadagnato le loro prime conquiste sociali per il riconoscimento, al pari degli uomini, di poter possedere proprietà private e gestire vere e proprie attività commerciali. Tutto ciò si desume chiaramente da alcune iscrizioni su importanti monumenti dove viene indicato specificatamente che l’opera era stata edificata con il danaro privato di una matrona e quindi senza utilizzo di mezzi finanziari pubblici. Emanuela Prinizivalli, dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha invece intrattenuto il pubblico sulla funzione specifica delle donne all’interno del nascente cristianesimo. Secondo quanto si apprende dalle diverse lettere di San Paolo, la loro attività era molto importante per la evangelizzazione dei pagani e spesso ricoprivano anche la funzione di diaconus, al pari degli uomini, per la distribuzione dell’elemosina e per l’organizzazione spirituale generale delle prime forme di ecclesia, comunità seguaci di Gesù di Nazareth. La giornata si conclude con l’intervento di Andreas M. Steiner che ha ricordato la figura di Giacomo Boni, archeologo e architetto italiano nonché senatore del Regno d’Italia, al quale si deve tra l’altro la progettazione di Villa Blanc a Roma, oggi di proprietà della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli (Luiss). Prossimo appuntamento per domenica 20 marzo dove si parlerà del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e dell’area di Paestum.

data di pubblicazione:07/03/2022

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