(Teatro Argentina – Roma,6 febbraio/8 maggio 2022)

Il Teatro Argentina ha dato il via all’ottava edizione di un ciclo di conferenze con il titolo generico di Luce sull’Archeologia, rassegna che comprende una serie di incontri domenicali con la partecipazione di docenti universitari e con il prezioso contributo di Claudio Strinati, storico dell’arte, e di Andreas M. Steiner, studioso delle più antiche forme di civiltà. In questo primo appuntamento si è partiti dallo studio di Göbekli Tepe, sito archeologico nell’odierna Turchia presso il confine con la Siria, forse la più antica testimonianza architettonica di un luogo di culto risalente al decimo millennio a.C. Successivamente è intervento il Prof. Emanuele Greco, dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, per parlarci dell’assetto topografico di Atene, identificata con il termine polis per indicare non soltanto la città-stato più importante dell’antica Grecia, ma anche il modello politico che ne caratterizzava il periodo storico dal potere dei tiranni alle prime forme di democrazia. Il Prof. Francesco Sirano, direttore del Parco Archeologico di Ercolano, ci ha invece parlato di Capua, la città dei tre cuori perché sintetizza la cultura degli Etruschi, che la fondarono, con gli interessi espansionistici dei Sanniti che diedero il via a circa cinquanta anni di conflitti contro i Romani che alla fine ne uscirono vincitori. Sorprendente come Capua venisse definita Altera Roma, proprio perché, nel periodo di massimo splendore, era considerata una tra le capitali più grandi del mondo antico. L’ultimo intervento, incentrato sull’idea di città come modello di studio urbanistico, è stato quello della Prof.ssa Annalisa Lo Monaco, dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che ha intrattenuto sul tema “Dall’utopia alla realtà: la città ideale, immaginata e raffigurata e la città reale”. Attraverso l’esame di documenti e di riproduzioni con la tecnica dell’affresco, si può studiare la struttura di una città modello, dove risulta facile distinguere la parte destinata alle abitazioni private da quella occupata dagli edifici pubblici e di culto. Dal concetto astratto di aggregato urbano ideale si passa a quello più concreto e reale dove, proprio su testimonianza degli storici, si impara a conoscere i problemi pratici della grande metropoli come quelli del traffico stradale che già sin da allora affliggeva Roma. In sintesi è risultato utile apprendere come sin dalle prime forme di civiltà la rappresentazione per immagini della città teneva in debito conto di un’idea di base, ben legata alla realtà e alle esigenze dell’uomo, e come tale idea si sia evoluta nel corso dei millenni per arrivare sino ai giorni nostri. Prossimo appuntamento per domenica 20 febbraio dove verrà affrontato l’interessante tema del rapporto che gli antichi romani avevano con gli Dei, con particolare riferimento alla topografia sacra dell’Urbe.

data di pubblicazione:07/02/2022

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