Se è vero che di un grande scrittore come Simenon non si butta via niente, nemmeno le briciole, ci domandavamo alcuni mesi fa quale potesse essere il limite delle briciole da volere e potere pubblicare, e la risposta l’avevamo trovata in quei lampi di eccellenza, in quelle atmosfere ed in quei guizzi affascinanti che davano slancio e valore potenziale anche a quelle briciole, giustificandone così la lettura. Briciole su cui gli appassionati in attesa di un suo vero “Roman Dur” si gettano sempre famelici, festeggiando ogni volta l’uscita di un Simenon anche se “minore”.

E … la Casa Editrice lo sa molto bene! Eccome se lo sa!

Si tratta, anche questa volta, di una piccola raccolta di 10 brevi raccontini che, come per il recente Annette e la Signora Bionda, sono quasi articoli di costume, quadri di quotidianità, piccole storie scritte velocemente da Simenon, quasi “a tempo perso” nel 1940, subito dopo la disfatta francese, per il settimanale politico- letterario Gringoire, fatta eccezione dell’ultimo racconto apparso invece sulla rivista femminile Notre Coeur.

Sono quasi dei bozzetti di maniera che, come abbiamo già scritto, possono sembrare, a prima vista, semplici, poveri e banali e che richiamano proprio l’esistenza di tutti i giorni, una quotidianità popolata da personaggi che si muovono quasi ai margini della Società, un’umanità piccola con le sue illusioni, i suoi drammi, le sue meschinerie. Su tutto e tutti, come sempre in Simenon, regna l’eterna assurdità del Destino, l’ineluttabilità dei destini che i singoli non riescono a cambiare nonostante ci provino e lottino per riuscirci e lo desiderino ad ogni costo. Il desiderarlo non è sufficiente a modificare l’esistenza delle persone osservate perché spesso manca loro il denaro o le capacità di sfruttare le occasioni. A Simenon basta un tratto veloce, un breve cenno, poche righe, un lampo di eccellenza, un guizzo di qualità … ed eccolo ancora una volta catturare subito i suoi lettori ricreando abilmente situazioni che portano alla luce gli infiniti ed eterni risvolti umani dei suoi personaggi e delle sue figure femminili, gli angoli oscuri dell’animo umano ed il gioco del Fato.

Intrigante, spietato ed affascinante come sempre! come intrigante ed affascinante è la lettura dei raccontini che volano via in un attimo, piccoli bozzetti che se sviluppati sarebbero potuti divenire splendidi romanzi. Come le altre volte la scrittura è quella di Simenon: asciutta, fluida e veloce senza alcuna pretesa letteraria, e, a maggior ragione, con un taglio molto giornalistico pur restando magistrale nel disegnare atmosfere dolceamare di un mondo ormai scomparso di cui solo lui sa renderci, con due tratti, tutta l’essenza.

data di pubblicazione:05/05/2021

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